27 giugno

Oggi, ma nel 2020, a Monteveglio, frazione di Valsamoggia, in provincia di Bologna, nel parco regionale a ridosso dell’Abbazia di Santa Maria Assunta, Chiara Gualzetti, di 15 anni, veniva assassinata, con quattro coltellate, da Andra Iavarone, il ragazzo, di 16, per il quale batteva il suo cuore, compagno di scuola. La vittima (nella foto, particolare), che aveva appena concluso il secondo anno dell’istituto alberghiero, era stata attirata nella trappola con la speranza di un appuntamento “romantico” col giovane che per un bel lasso di tempo non l’aveva considerata più di tanto. La malcapitata abitava con i genitori Vincenzo Gualzetti e Giuseppa “Giusi” Fortunato proprio in via dell’Abbazia, quella voluta da Matilde di Canossa, in segno di ringraziamento per la vittoria avuta sull'imperatore Enrico IV, e consacrata nel 1092. I fendenti letali erano due al petto e altrettanti al collo.
Prima era stata tramortita con dei calci. La vittima, appassionata di tiro con l’arco classico, tirava con gli Arcieri del melograno di Monteveglio. Il 29 luglio avrebbe compiuto 16 anni. Il fatto di sangue destava enorme clamore mediatico in tutto il Belpaese. Il 26 luglio 2022 il killer, che nell'iter processuale confesserà ai magistrati d’aver agito spinto da un demone, verrà condannato a 16 anni e 4 mesi di reclusione, con sentenza definitiva. E poi spedito nel carcere minorile sardo di Quartucciu, in contrada Su Pezzu Mannu di Cagliari. Ma di fatto il vero perché del femminicidio non uscirà fuori. Le perizie psichiatriche stabiliranno l'assoluta lucidità del giovane sicario nel togliere la vita alla ragazza e soprattutto nel restare ad osservare quanto tempo impiegasse a morire. E sottolineeranno la pericolosità d'indole e la possibilità di reiterazione del delitto qualora non fosse stato assicurato alla giustizia. Il 2 luglio 2023, a 58 anni, dopo 15 mesi di malattia, morirà Giusi Fortunato, ancora straziata dal dolore per la perdita della figlia.
