Abruzzo

Referendum, Taglieri (5 Stelle): «In Abruzzo segnale di sfiducia su Marsilio». Il presidente: “Mistificata la realtà”

24 Marzo 2026

Il capogruppo del M5S in consiglio regionale in Abruzzo, Francesco Taglieri, ha commentato l’esito del referendum. La replica del governatore: “Il fronte del No ha vinto perché ha mistificato i contenuti della riforma”

"Il risultato del referendum consegna un messaggio politico inequivocabile, che va ben oltre il merito del quesito: è un giudizio sul clima generale del Paese e sulla credibilità dell'azione di governo". Così il capogruppo del M5S in consiglio regionale in Abruzzo, Francesco Taglieri, esaminando il risultato del referendum a margine del consiglio regionale odierno che si è svolto all'Aquila.

"La vittoria netta del NO, accompagnata da una partecipazione ampia, - spiega ancora Taglieri - segnala una distanza sempre più evidente tra le promesse annunciate e i risultati concreti. Dopo anni in cui si è alimentata una narrazione fatta di soluzioni semplici a problemi complessi - dall'abolizione delle accise al superamento della legge Fornero, fino ai proclami sui blocchi navali - oggi emerge con chiarezza che quel modello non ha convinto gli italiani".

"Il voto referendario diventa così anche una presa di posizione rispetto a un'idea di Paese che si è cercato di imporre: autonomia differenziata, premierato, interventi sulla giustizia percepiti come divisivi. Non è soltanto un dissenso tecnico, ma una valutazione politica complessiva, espressa con maturità e senso delle istituzioni".

Secondo Taglieri, "dentro questo quadro nazionale, il dato assume un significato ancora più rilevante se letto a livello territoriale. In Abruzzo, dove il centrodestra governa da sette anni con Marco Marsilio, questo risultato non può essere archiviato come un fatto neutro. Al contrario, rappresenta un segnale di sfiducia anche verso un modello amministrativo che, nel tempo, non è riuscito a dare risposte adeguate su sanità, lavoro e servizi".

"È evidente che si apre una fase nuova: gli italiani hanno parlato con chiarezza e il messaggio è politico prima ancora che referendario. Ignorarlo significherebbe non comprendere la profondità di un voto che, nei fatti, suona come un avvertimento preciso a chi oggi governa, a tutti i livelli istituzionali - conclude Taglieri.

MARSILIO. "Un'occasione sprecata per riformare la giustizia dopo decenni di dibattiti inconcludenti. Il fronte del No ha avuto gioco facile nel mistificare i contenuti della riforma, che erano comunque molto tecnici e difficili da spiegare in parole semplici. Funzionava molto meglio raccontare che i politici volessero sottomettere i giudici". Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di FdI, commenta gli esiti del referendum costituzionale.