Stop al pagamento del bollo, D’Amico: «Alla fine il conto ricadrà sui cittadini»

Il consigliere regionale: «Esenzione e anticipo della pensione a 64 anni costeranno 6 miliardi di euro all’anno, basta con la deriva populista»
L’AQUILA. L’esenzione dal pagamento del bollo auto per autovetture di potenza inferiore agli 80 Kw comporta minori entrate stimate in circa 2.362 milioni; il ripristino di misure di flessibilità per l’anticipo a 64 anni dell’età pensionabile si stima che possa avere un costo per lo Stato di circa 3,5 miliardi di euro per anno; pertanto, le due manovre insieme presentano un costo stimabile in circa 6 miliardi di euro per anno.
La previsione di deficit nel bilancio dello Stato per il 2027 è ottimisticamente fissata in circa il 2,6% del Prodotto interno lordo, ossia in valore assoluto pari a circa 60 miliardi di euro di nuovo debito. A parità di condizioni, è possibile dire che sia l’esenzione del bollo, sia l’eventuale ripristino di meccanismi di uscita anticipata dal lavoro, sono finanziati interamente a debito e rappresentano circa il 10% del deficit ottimisticamente previsto per il 2027.
Sicché l’eliminazione del bollo e l’anticipo del pensionamento ricadranno sulle spalle dei cittadini che dovranno, non solo rimborsare il debito, ma anche pagarne gli interessi che su 6 miliardi al tasso attuale di rendimento dei Btp decennali significa 261 milioni di euro per il 2027 (oggi il Btp decennale costa al Tesoro circa il 4,35%, mentre il 1° gennaio 2022 costava circa l’1,17%: il Governo si autocompiace del calo dello spread ma, come sempre, omette di dire che è aumentato di molto il rendimento del Bund tedesco, per cui oggi finanziare il debito pubblico con un Btp decennale costa quasi 4 volte di più!), mentre per il 2028, permanendo le misure, si raddoppierebbe a 522 milioni, per il 2029 triplicherebbe a 783 milioni e così via (senza considerare gli interessi dell’anno sugli interessi degli anni precedenti).
In conclusione, gli italiani si ritroverebbero un maggior debito di 6.261 milioni per il 2027, di 12.522 milioni per il 2028, di 18.783 milioni per il 2029 e così di seguito. Ora, per persone della mia generazione, sfiorando i 70 anni, avere qualche miliardo in più o qualche miliardo in meno di debito pubblico è relativamente indifferente: la mia generazione ha già usufruito della scuola e dell’università, dell’assistenza sanitaria e di molti altri servizi di welfare che nonostante tutto garantiscono ancora standard che la maggior parte del resto del mondo ci invidia, si accinge a usufruire di un trattamento pensionistico misto con ancora una generosa componente retributiva e, se venissero rispristinate le possibilità di uscita anticipata, a goderne per un periodo di tempo significativamente lungo. Ma i giovani? Quei miliardi necessari per l’esonero parziale del bollo e per l’eventuale anticipo dell’età pensionabile significheranno nei prossimi anni minori risorse per la sanità con un sistema già prossimo al collasso, per un trattamento pensionistico tutto contributivo riferito a carriere lavorative incerte e discontinue, e quindi molto meno generoso di quelli attualmente in erogazione, significherà un minore finanziamento, ad esempio, dell’Università e della ricerca (si pensi che l’intero Fondo di Finanziamento Ordinario con cui viene finanziata l’Università è di 9.415 milioni nel 2026, a fronte dei 18.783 milioni del costo per il 2029 dell’esenzione bollo e del pensionamento a 64 anni!), significherà risorse sottratte alle politiche sociali, ecc. E allora mi rivolgo ai giovani: quando farete sentire la vostra voce a una classe dirigente così irresponsabile? Siete voi che state finanziando l’esenzione del bollo, facendovi carico del relativo debito, degli interessi e, soprattutto, delle rinunce che queste manovre populiste ed elettorali inevitabilmente comporteranno.
Ma supponiamo per ipotesi che sia giusto approvare misure di sostegno conseguenti al caro carburante: Gualtieri, sindaco di Roma, ha sintetizzato ottimamente la maggiore convenienza di investire nel bene pubblico – nel caso di specie il Trasporto Pubblico Locale - piuttosto che ridurre di qualche decina di euro il costo del bollo per il singolo automobilista, rendendo evidente che il costo dell’esenzione fiscale pari a 2.362 milioni è sostanzialmente pari al costo necessario per rendere gratuito per le fasce più deboli della popolazione il Trasporto Pubblico Locale in tutta Italia, ovvero con un incremento di spesa fino a 7 miliardi di euro – grosso modo quanto costerebbero le due manovre bollo/pensione a 64 anni per il 2027 – renderlo gratuito totalmente per tutti in tutta Italia. A chi sostiene l’indifferenza tra Destra e Sinistra, di fronte all’emergenza caro carburanti, le distanze appaiono al contrario abissali. La risposta della Destra è quella di piccoli sussidi o esenzioni individuali, che non risolvono affatto il problema, perché con il prezzo del gasolio passato da 1,63 euro il 1° gennaio 2026 a 2,30 euro oggi, un risparmio medio annuo di circa 150 € copre l’acquisto di circa 224 litri di gasolio, quantità di certo inferiore rispetto a quella consumata in media da un automobilista in un anno.
La risposta della Sinistra è quella di potenziare i beni comuni e organizzare i servizi collettivi, lasciando comunque libero chiunque di utilizzare la propria automobile, ma senza scaricarne il costo sulle giovani generazioni attraverso l’incremento del debito pubblico. Iniziamo a discutere dei problemi che gli Italiani devono affrontare tutti i giorni proponendo soluzioni concrete: è il migliore antidoto alla deriva populista, evitandoci anche di perder tempo in inutili discussioni di carattere primordiale.
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