Unabomber d'Abruzzo, migliaia di like e commenti sotto i video postati in Rete

5 Aprile 2026

L’escalation di messaggi sulla pagina “Nature pilled” valeva centinaia di clic. L’attività del giovane stava avendo un’accelerazione nell’arco dell’ultimo mese

L’AQUILA. Una pistola mitragliatrice “fai da te” da 76mila like, 790 commenti, 3.600 ricondivisioni e 148mila invii tramite messaggio privato. Poi una pistola Sten a canna corta, di quelle fabbricate nel Regno Unito in piena seconda guerra mondiale, a sua volta meritevole di ben 100mila like, 629 commenti, 5.660 ricondivisioni e 109mila invii tramite messaggio privato. Così come una pistola mitragliatrice calibro 9, altrettanto capace di calamitare 5.300 like, 64 commenti, 282 ricondivisioni e quasi 5mila invii da messaggio privato. E perfino una “Gauge Pistol”, progettata per sparare cartucce calibro 12, quelle di un fucile a pompa. Perché, una volta fabbricate le armi, poi serve pure il colpo in canna.

E giù altri due video (ognuno segnato da altrettante migliaia di like, commenti e condivisioni) dedicati alla fabbricazione delle munizioni tanto per le pistole quanto per i fucili, tutti rigorosamente autoprodotti. Infine l’esplosivo al C4, da realizzare tramite l’utilizzo di nitrato di ammonio (un fertilizzante agricolo) e nitrometano (un solvente). Gli stessi poi rinvenuti dagli agenti della Digos in uno degli appartamenti in uso all’indagato, ora rinchiuso in carcere con l’accusa di apologia e istigazione all’ecoterrorismo.

L’escalation cui ha fatto esplicito riferimento il sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila, Roberta D’Avolio, nel corso della conferenza stampa di ieri, copre infatti un arco temporale ristrettissimo, tra l’11 febbraio e il 18 marzo 2026. Lo stesso arco di tempo che coincide con la fase due dell’attività investigativa, quella in cui cioè si realizza il passaggio da un’attività di mero proselitismo, avviata dall’indagato a partire dal 2024 e poi mantenuta nel corso del 2025, prima che i propositi apologetici del 25enne si traducessero in azioni concrete di diffusione di veri e propri prontuari ad uso e consumo degli utenti, messi così in condizione di poter attentare a quell’odiato assetto sociale dominato dal mito e dagli effetti del progresso tecnologico. Un assetto, stando all’ultimo dei post pubblicati dal 25enne, da fare letteralmente saltare in aria, in perfetto stile Kaczynski.

Di qui la richiesta di custodia cautelare in carcere da parte del sostituto procuratore D’Avolio, poi firmato dal giudice per le indagini preliminari, Marco Billi. Quindi il blitz delle forze dell’ordine all’interno dell’appartamento di via Flavio Stilicone, a Roma, dove il giovane alloggiava per motivi di studio (risulta infatti iscritto al corso di laurea in Scienze politiche della Sapienza). E dove due giorni fa è stato infine sorpreso dagli agenti in possesso dei riscontri investigativi dati dalla compatibilità tra l’arsenale che aveva in casa e ciò che insegnava a riprodurre a beneficio dei suoi stessi follower.

Un plauso alla collaborazione tra forze dell’ordine e uffici della procura della Repubblica è stato poi pubblicamente espresso dal questore dell’Aquila, Fabrizio Mancini, che da parte sua ha voluto sottolineare, in particolar modo, la tempestività dell’intervento, giunto in concomitanza con le primissime avvisaglie di un delitto, o di una serie di delitti, che potevano essere posti in essere anche a brevissimo termine. 

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