Medio Oriente: paura per gli studenti abruzzesi, bloccato il calciatore Verratti

L’imprenditore Tarsini: «Aeroporti tutti chiusi». E la sindaca di Prezza, Marianna Scoccia, chiama la Farnesina
SULMONA. La geografia della guerra si allunga e arriva in Abruzzo. E mentre il conflitto in Medio Oriente blocca cieli e confini, cresce l’elenco dei connazionali rimasti intrappolati lontano da casa, in attesa che la diplomazia riapra le rotte. Così ai cinque studenti di Sulmona e all’imprenditore Gianfranco Tarsini si aggiungono nuove storie. Come quella di una 37enne bloccata a Dubai – dove era arrivata per trascorrere le vacanze – o come quella di una coppia abruzzese di 60 anni, costretta a rimanere in albergo a causa della chiusura dei collegamenti aerei. Storie diverse, ma accomunate dallo stesso destino: valigie pronte e nessuna possibilità, per ora, di fare rientro.
In queste ore di tensione, famiglie e amici seguono gli sviluppi da casa mentre le istituzioni monitorano la situazione a distanza. L’ambasciata italiana ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai stanno assistendo circa 190 italiani, tra cui 124 studenti minorenni e 66 tra docenti e staff del gruppo Wsc, bloccati negli Emirati Arabi Uniti a seguito della chiusura dello spazio aereo causata dalla crisi in Iran. Le autorità monitorano la situazione per facilitare il rientro dei cittadini non appena possibile. Tra questi gli studenti, tutti tra i 16 e i 18 anni, che frequentano il liceo Classico, Scientifico e il Vico, sono in sicurezza e hanno incontrato ieri il console italiano a Dubai. «Vivo ogni momento con la paura di rimanere coinvolta in un’esplosione. Passiamo il tempo seguendo le evoluzioni delle notizie che arrivano», racconta una giovanissima che, tuttavia, ha fatto sapere di essere in piena sicurezza.
«L’organizzazione è perfetta. Cercano di tenerci impegnati e di alleggerire la situazione», prosegue la ragazza. A rassicurare la popolazione è il padre di uno dei cinque studenti che si trovano a Dubai per partecipare all'esperienza Onu. «In questo momento non serve creare panico. Stiamo lavorando per ridurre al minimo lo stress e l’ansia dei nostri ragazzi. Sono tutti al sicuro», commenta il genitore. E infine c’è la testimonianza dell’unico studente maggiorenne, Matteo Navarroli del liceo Classico. «Un avviso precauzionale ci informava di possibili attacchi missilistici, invitandoci a cercare riparo al chiuso. In hotel i ragazzi sono usciti dalle stanze, molti piangevano, alcuni si sono buttati a terra dalla disperazione. È durato circa quaranta minuti, poi i nostri tutor sono stati bravi a calmarci». Poi aggiunge: «Dalla nostra posizione non vediamo missili, ne abbiamo visto solo uno in precedenza. L’aria è tesa, ma entrare nel panico sarebbe solo un problema in più».
A seguire l’evoluzione della vicenda con particolare attenzione sono le istituzioni locali. Il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi ha sentito uno dei cinque studenti. «Ho raggiunto telefonicamente una ragazza, la quale a nome di tutti mi ha fatto il punto della situazione, spiegando che stanno bene, ma sono comprensibilmente in ansia e in attesa di poter tornare quanto prima», sottolinea il sindaco, facendo sapere che il console italiano a Dubai ha incontrato gli studenti, rassicurandoli per quanto possibile della situazione. Resta un’incognita la data del possibile rientro. Se inizialmente si pensava mercoledì 4 marzo, è probabile che il volo slitti a sabato 7, allungando la permanenza dei sulmonesi a Dubai.
«Non ci sono ancora certezze. Quella del 4 marzo resta al momento ancora un’ipotesi», ribadisce il sindaco Tirabassi. Ad attivare il governo è stata Marianna Scoccia, sindaca di Prezza e consigliera regionale. «Ho sentito personalmente i ragazzi e posso confermare che, nonostante lo spavento iniziale, stanno bene e sono tranquilli. Come amministrazione, e in virtù del mio ruolo in consiglio regionale, mi sono attivata immediatamente affinché non si sentissero soli a migliaia di chilometri da casa. La notizia che il ministro Antonio Tajani in persona si interfaccerà con loro è il segno di quanto lo Stato sia presente. Siamo al lavoro con la Farnesina e Ita Airways per garantire un volo sicuro tra martedì e mercoledì», rileva Scoccia. Un ruolo fondamentale in queste ore è ricoperto dai coniugi Michael e Linda Hume, cittadini inglesi che vivono parte dell’anno a Prezza e che attualmente sono a Dubai. La coppia si è subito messa a disposizione per monitorare gli studenti, garantendo loro supporto logistico e psicologico sul campo.
Bloccato in albergo con l’ansia delle bombe anche l’imprenditore sulmonese Tarsini. «Tutto è iniziato intorno alle 14 di sabato ora locale, mi trovavo per lavoro su The Palm e si sono cominciati a sentire dei boati in lontananza. Poi, con l’avanzare delle ore, verso le 17 si è iniziato ad intensificare l’arrivo dei missili dove nel cielo si vedevano che venivano abbattuti, ma con forti boati sulle nostre teste, uno dei detriti è caduto proprio in acqua di fronte a me. Intorno alle 19 è iniziato il picco maggiore e ci hanno detto di restare assolutamente negli hotel e di non uscire per nessun motivo ed è da quel momento che si è intensificato il tutto», racconta l’imprenditore, il quale sottolinea che «dalle quattro di ieri mattina sembra che la situazione sia più tranquilla si è sentito solo qualche boato in lontananza ma non come la notte scorsa, chiaramente tutti gli aeroporti sono chiusi, ho inviato al consolato italiano qui a Dubai la registrazione della mia presenza sul territorio e sono in contatto anche direttamente con la Farnesina italiana a Roma».
Lontani dalle bombe ma ugualmente preoccupati dell’evoluzione degli eventi sono due sulmonesi, in vacanza alle Maldive, il cui viaggio di ritorno, con scalo obbligatorio a Dubai, è stato bloccato. «Qualcuno è riuscito a partire perché aveva altre destinazioni. Noi purtroppo dobbiamo aspettare. Qui tuttavia non abbiamo avvisaglie di conflitti», fa sapere la coppia. Tra i tanti abruzzesi attualmente bloccati figura anche il calciatore pescarese Marco Verratti, che oggi gioca con la maglia dell’Al-Duhail. Il campione abruzzese si trova al momento a Dubai in compagnia dei suoi due figli, vivendo in prima persona i disagi causati dalla cancellazione improvvisa dei voli. La notizia è stata confermata via telefono dal fratello del calciatore, Stefano Verratti, che ha descritto al Centro una situazione in costante evoluzione.
Stefano ha sottolineato come, nonostante i continui contatti, regni ancora una totale incertezza riguardo alle tempistiche effettive per il rientro in sicurezza di Marco in Italia. E, spostando lo sguardo verso la vicina capitale del Qatar, giunge anche la testimonianza diretta di un’altra icona del calcio italiano: l’ex commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini. Mentre lo chef abruzzese Massimo Pasquarelli, che vive e lavora a Dubai, primo italiano stella Michelin in Asia, ha raccontato a Rete8 come vive questi momenti: «Se fossi stato da solo sarebbe stato diverso ma, avendo la famiglia qui con me, la preoccupazione è inevitabilmente più forte».
Nel mentre che l’emergenza diplomatica si infiamma, si registra una reazione a catena senza precedenti da parte dell’industria aeronautica globale. Solo nella giornata di sabato scorso si stima che oltre 100mila passeggeri siano rimasti bloccati all’interno degli scali aeroporti della regione. Ma la situazione è precipitata ulteriormente nella giornata di ieri: entro le ore 12 (fuso orario italiano), su un totale di 4.329 voli programmati nell’area mediorientale, ben 3.500 sono stati cancellati. La compagnia di bandiera Ita Airways ha comunicato ufficialmente la decisione di prolungare la sospensione di tutti i collegamenti da e per Tel Aviv fino a domenica, decidendo contestualmente di estendere il fermo dei voli verso Dubai almeno fino a mercoledì.
Oltreoceano la risposta delle compagnie statunitensi e canadesi è stata altrettanto perentoria: Delta Air Lines ha sospeso a tempo indeterminato il prestigioso collegamento New York-Tel Aviv, mentre United Airlines ha proceduto alla cancellazione totale dei voli programmati verso Tel Aviv e Dubai. American Airlines ha invece optato per una sospensione temporanea della rotta tra Doha e Filadelfia, e Air Canada ha confermato che i propri servizi verso Israele rimarranno sospesi fino a domenica, con una ripresa parziale dei voli per Dubai prevista non prima di domani.
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