Travolti sull’A1, rischiano la vita cinque agenti della polizia penitenziaria

2 Marzo 2026

Tre di loro sono in forza al carcere di Vasto, due a Pescara: stavano trasferendo un detenuto di Sulmona, poi un’auto li ha falciati

CASTELFRANCO EMILIA. Hanno rischiato la vita per senso del dovere, quello che li ha spinti, sulla strada verso casa, a fermarsi per aiutare gli altri ed evitare gravi conseguenze. Così, cinque agenti penitenziaria abruzzesi, tre in servizio nel carcere di Vasto e due in quello di Pescara, sono rimasti coinvolti in un incidente stradale in cui è morta una persona. Il grave incidente è collegato ai trasferimenti di uno dei sei detenuti del carcere di massima sicurezza di Sulmona. I reclusi, protagonisti negli ultimi giorni di atti di protesta per le disposizioni stringenti, sono stati trasferiti per aver turbato sicurezza e ordine pubblico nel penitenziario peligno.

I detenuti avevano minacciato e aggredito gli agenti per non aver digerito i nuovi provvedimenti che prevedono la prenotazione obbligatoria per farsi la doccia, per accedere alla sala hobby e per la videochiamata con i propri cari. Un clima insostenibile che ha spinto i vertici dell’amministrazione penitenziaria ad allontanare i detenuti riottosi. Le proteste, almeno quello pacifiche, non sono cessate: un detenuto infatti ha avviato lo sciopero della fame mentre un altro è ricoverato per aver ingerito candeggina.

Proprio nell’ambito dell’esecuzione dei provvedimenti di trasferimento – sull’autostrada A1, nel territorio di Castelfranco Emilia (Modena) – gli agenti sono stati travolti. Erano circa le quattro della notte tra sabato e domenica quando si è registrato un tamponamento tra un’auto e un furgone. Gli agenti abruzzesi sfilano su quello stesso tratto pochi minuti dopo l’impatto: sono di ritorno da un servizio di traduzione di un detenuto dal carcere di Sulmona a quello di Parma.

Così decidono di fermarsi per mettere in sicurezza la circolazione stradale, far rallentare il traffico, segnalare l’incidente con i dispositivi previsti: insomma si adoperano con spirito di servizio. All’improvviso, però, un’automobile piomba ad alta velocità sui mezzi incidentati e sul gruppo di soccorritori. «I colleghi», racconta il sindacalista Mauro Nardella, «hanno fatto di tutto per cercare di fermarlo, ma non ce l'hanno fatta». L’automobilista ha falciato due poliziotti penitenziari e il conducente della macchina coinvolta nel tamponamento di poco prima, causando un ulteriore tamponamento a catena. Il guidatore, un 67enne originario di Andria, è morto sul colpo, mentre altre tre persone sono rimaste ferite: due agenti abruzzesi e l’automobilista coinvolto nel primo tamponamento. A quest’ultimo è stata amputata una gamba.

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