21 febbraio

Oggi, ma nel 1976, a Sanremo, in provincia di Imperia, Giuseppe Faiella, ovvero “Peppino di Capri”, col brano “Non lo faccio più” si aggiudicava l’edizione numero 26 del Festival della canzone italiana bissando il successo del 1973, quando il 10 marzo, nel salone delle feste del Casinò della Città dei fiori, ebbe la meglio con “Un grande amore e niente più”. L’artista (nella foto, particolare, a favore di pubblico con i due leoni rampanti sanremesi nelle mani), di 37 anni, era già autore di successi come: “Speedy Gonzales”, del ’62, reinterpretazione della novelty song portata alla ribalta dallo statunitense Charles “Pat” Boone l’anno prima; “Roberta”, del ’63, dedicato alla moglie Roberta Stoppa; “Ce vo tiempo”, del ‘66, capolavoro cantato, oltre che al primo Festival di Napoli, anche nella colonna sonora di “Operazione San Gennaro, con Totò e Nino Manfredi, lungometraggio, destinato a diventare di culto, girato nello stesso anno, con Dino Risi dietro la macchina da presa. E poi ancora: “Champagne”, del ’73, verosimilmente il leitmotiv più popolare; “Let’s twist again”, del ’62, riadattamento dell’originale del cantautore a stelle e strisce Ernest Evans alias Chubby Checker, del 1961; “St. Tropez twist”, del ’62, con tanto di lancio delle iconiche giacche di lamè. Peppino di Capri aveva esordito nella kermesse sanremese nel 1967, con “Dedicato all’amore”, in accoppiata con Dionne Warwick, ma in quella occasione non era riuscito ad accede alla finale del 28 gennaio. Nel 1961 aveva debuttato anche sul grande schermo in “Maurizio, Peppino e le indossatrici”, del regista Filippo Walter Ratti, con l’attore Maurizio Arena, intonando “Vicino o mare” e “Lassame”. Nel ’63, il 5 luglio, a Campione d’Italia, era salito sul gradino più alto del podio, nel girone A riservato ai “Big”, nella seconda edizione del Cantagiro, ideato da Ezio Radaelli, con “Non ti credo”. Nel ’70, il 18 luglio, aveva primeggiato nel XVIII Festival della canzone napoletana, l’ultima edizione con i vertici della Rai annoverati tra gli organizzatori, nella cornice della sua isola natia, col pezzo “Me chiamme ammore”. In tutto totalizzerà 15 partecipazioni al Festival sanremese, tra il ’67, già menzionato, e il 2005, quando il 5 marzo, si piazzerà 12° con “La panchina”. In mezzo ci sarà un cavallo di battaglia destinato ancora una volta a rimanere nella storia della musica leggera del Belpaese: “E mo e mo (te voglio bene)”, del 1985 che nel 2023 uscirà anche in versione remix. E poi, proprio nel 2023, a 84 anni suonati, sarà ospite d’onore nel 73° Festival per onorare i suoi 70 anni d’attività ricevendo anche il premio “Città di Sanremo” alla carriera, dalle mani del sindaco Alberto Biancheri.

