9 maggio

Oggi, ma nel 1933, ad Alleghe, in provincia di Belluno, veniva assassinata la cameriera dell’Albergo Centrale Emma De Ventura, di 19 anni, simulandone il suicidio, mediante avvelenamento da tintura di iodio e sgozzamento con rasoio per porre fine ai lancinanti dolori allo stomaco, mentre rassettava una stanza. Era il primo dei quattro omicidi compiuti da Aldo Da Tos, Adelina Da Tos, Pietro De Biasio e Giuseppe Gasperin. Il cosiddetto “clan di Alleghe” o anche la “banda del Centrale” (nella foto, particolare, sul quotidiano torinese “La Stampa”, del 2 ottobre 1963, in occasione del passaggio in Corte di cassazione). Il 7 giugno 1967, dopo il ricorso straordinario, la Suprema corte confermerà le condanne: tre ergastoli per i due Da Tos e De Biasio e 30 anni di reclusione per Gasperin.
Si chiudeva, a 35 anni di distanza, l'articolato caso della pittoresca località lacustre con il campanile sommerso anche grazie ai pezzi del giornalista Sergio Saviane, classe 1923, del settimanale “Il Lavoro illustrato” di Roma. Pezzi - il primo dei quali del 13 aprile 1952, col titolo “La Montelepre del nord”, costerà al cronista la condanna a 8 mesi per diffamazione - che poi daranno vita al romanzo giallo, ma appunto ispirato da fatti realmente accaduti, “I misteri di Alleghe”, del 1964, che sarà dato alle stampe dall’editore milanese Mondadori. Ezio Cesca, brigadiere dei carabinieri in forza alla stazione di Agordo, s'incaricherà di scoprire la verità proprio su impulso della ricostruzione di Saviane, ma anche su mandato della magistratura bellunese, grazie alle rivelazioni di Corona Valt.
Le altre vittime saranno Carolina Finazzier, il 4 dicembre 1933, Luigi "Gigio" e Luigia "Gigia" Del Monego, il 18 novembre 1946. Tutto era partito dalla soppressione del figlio "spurio" di Fiore Da Tos e Elvira Riva, giunto a rivendicare le sue spettanze, il cui cadavere era stato occultato nello scantinato della pensione e poi la De Ventura aveva scoperto l’infamante segreto. Il processo di primo grado si concluderà l’8 giugno 1960. Il 28 febbraio 1962 terminerà quello d’appello.