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22 novembre

22 Novembre 2025

Oggi, ma nel 1964, a Roma, sul viadotto delle Valli, moriva nell’incidente stradale Luciano Gentile, in arte “Luciano Vieri” e soprattutto “Jean Luck”, cantautore capitolino di 19 anni, attivo nel panorama del pop-rock tricolore dal 1957, quando era, con il bassista Luciano Maniscalchi e il chitarrista solista Stefano Mercanti, uno dei componenti dell’agguerrito trio “Little Boys”. Sodalizio, nel quale era la voce portante oltre che la seconda chitarra, che aveva quartier generale per prove ed esibizioni nel teatro di viale Libia, nella città Eterna. Poi, aveva optato per la carriera da solista ed aveva ceduto il posto da leader a Lino Tieri. Reputato un talento precoce dagli addetti ai lavori, Gentile aveva strappato contratti comunque ritenuti importanti dai critici musicali alle etichette discografiche Fonit, di Edgardo Trinelli, fondata a Milano il 16 dicembre 1957 inglobando la Cetra, azienda di Stato di settore della Rai con sede a Torino, e Arc, segmento della blasonata Rca italiana.

Per quest’ultima aveva inciso, proprio in quel 1964, il 45 giri “Torno a pregare/Ho un amico”. La sua discografia ufficiale era di fatto composta esclusivamente da singoli -non avendo avuto il tempo materiale di preparare un album in studio né di registrare una raccolta di successi- a cominciare da quello di debutto, del 1962, per la Fonit, che era stato “The girl with her dog/Tell me baby”. “Lucianino” (nella foto, particolare, la copertina del b-side del vinile del 1963, rilasciato dalla Fonit, Saraghina Twist/Odio quelle che sognano”) come era anche chiamato dai suoi ammiratori, aveva portato al Cantagiro di quell’anno – la seconda edizione, quella vinta da Peppino di Capri con “Non ti credo” e che, soprattutto, aveva lanciato “Sapore di sale” di Gino Paoli- nel girone B capeggiato da Michele Maisano con “Se mi vuoi lasciare” destinato a diventare evergreen, che il 30 giugno aveva fatto tappa anche a Pescara, proprio la già menzionata “Saraghina Twist”.

Quel fatale 22 novembre 1964, fresco di patente, stava rincasando in macchina dopo aver riaccompagnato la fidanzata da una festa alla quale avevano partecipato insieme. La dinamica precisa che portava l’auto a sbandare letalmente sul cavalcavia di cemento armato a ridosso del quartiere Monte Sacro, lungo 820 metri tra le piazze della Conca d'oro e Gondar, che era stato inaugurato il 16 gennaio 1963, non verrà mai resa pubblica. La vettura finiva nel fiume Aniene sottostante, costeggiato dal tracciato ferroviario della linea ferrata da e per Firenze. Di sicuro, come scriverà Mario Galdieri, a pagina 4 del numero 49 di “Tuttamusica”, del 4 dicembre 1964, a ridosso della sciagura: «La morte gli ha rubato il successo».

La sua eccessivamente veloce parabola artistica ed umana, al limite dei cosiddetti urlatori particolarmente in voga nei brillanti Sixties, verrà rievocata anche da Adriano De Cupis in “Luciano Gentile, alias Jean Luck, alias Luciano Vieri. Un giovane talento sabino stroncato dalla malasorte in “Mondo Sabino”, gennaio-febbraio –marzo 2012, anno XXVII numero 1, pagine 10-11 e in “Illustri ignoti: Luciano Vieri” in “Il Pendolino”, marzo 2012, anno II, numero 3, pagine 4-5.