Today

24 dicembre

24 Dicembre 2025

Oggi, ma nel 1713, a Palermo, nella cattedrale, nel giorno della vigilia di Natale, Vittorio Amedeo II duca di Savoia veniva solennemente e cristianamente incoronato re di Sicilia, riuscendo finalmente ad elevare al rango regio il potere ducale sabaudo che s’era formato nel 1416 con Amedeo VIII. Quest'ultimo aveva avuto il titolo ducale da Sigismondo di Lussemburgo. Fino ad allora e a far data dal 980, con Umberto I Biancamano, c’era stato solo lo stato comitale: di conti di Moriana. Ad accompagnare sul trono siciliano Vittorio Amedeo II -che, in estrema sintesi, era quello della “guerra del sale” di Montaldo, della sciagurata persecuzione dei valdesi di Torre Pellice, della guerra di successione spagnola, dell’assedio francese della Cittadella e di Pietro Micca- c’era la moglie, Anna Maria d’Orleans, che veniva contestualmente elevata al rango di regina consorte. I coniugi erano salpati da Nizza, il 3 ottobre precedente, per raggiungere l’isola venti giorni dopo. Prima della partenza, sulla terraferma, Vittorio Amedeo II aveva provveduto a nominare reggente il figlio, di 16 anni, Carlo Emanuele, che era coadiuvato dal Consiglio di reggenza data la minore età. L’evento dell’apposizione della corona sul capo verrà celebrato con il bassorilievo opera di Giovanni Battista Ragusa, scultore del barocco siculo, che verrà incastonato proprio nel portico dell’edificio religioso dedicato alla Santa Vergine Maria Assunta (nella foto, particolare). La cessione della Sicilia ai Savoia da parte di Filippo V, primo re di Spagna della dinastia dei Borbone, c’era stata il 10 giugno di quel 1713. La mossa della “Volpe savoiarda” era prodromica alla conquista della corona di Sardegna, mediante permuta, che avverrà il 20 febbraio 1720, all’Aia, necessaria per consolidare il proprio diritto di sovrano. Pur se la Sicilia, rispetto alla Sardegna, era terra migliore e con maggiori risorse. Suo successore sarà il figlio Carlo Emanuele III, già menzionato, in carica come re di Sardegna dal 3 settembre 1730 al 20 febbraio 1773. Quindi lo scettro passerà all’erede Vittorio Amedeo III, dal 20 febbraio 1773 al 16 ottobre 1796. Poi il vertice della catena di comando toccherà a Carlo Emanuele IV, dal 16 ottobre 1796 al 4 giugno 1802. Quindi sarà la volta di Vittorio Emanuele I, secondogenito del già citato Vittorio Amedeo III, dal 4 giugno 1802 al 13 marzo 1821. Dunque l’avvicendamento metterà in prima linea Carlo Felice, dal 25 aprile 1821 al 27 aprile 1831. Toccherà dunque a Carlo Alberto, del ramo cadetto dei Savoia-Carignano, re di Sardegna dal 27 aprile 1831 al 24 marzo 1849. Il figlio dell’artefice dello Statuto Albertino sarà Vittorio Emanuele II, ultimo re di Sardegna, dal 24 marzo 1849 al 17 marzo 186, quando diverrà il primo re d’Italia. Il regno di Sardegna resisterà, infatti, fino a quel giorno, quando a Torino vi sarà la proclamazione del regno tricolore, corollario della tortuosa manovra d’unificazione nazionale centrata dopo la controversa spedizione garibaldina dei Mille e la scomoda sconfitta della realtà borbonica alla testa del regno partenopeo e di quello delle Due Sicilie.