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25 giugno

25 Giugno 2026

Oggi, ma nel 1995, a Falconara Marittima, in provincia di Ancona, lo schianto in mare, del Piper P66 pilotato dal figlio, Alessio Pasquali di 17 anni, si portava via, prematuramente Alessandra Casaccia, di 44, già cantante di livello nazionale tra il '67 e il '71, originaria della cittadina marchigiana. S’era fatta apprezzare soprattutto al 19° Festival di Sanremo 1969, dal 30 gennaio all'1 febbraio, col brano “Piccola Piccola” (nella foto, particolare, la copertina del vinile), in coppia con Carmen Villani, classificatosi all’11° posto. Nel disastro aereo, avvenuto alle 16, a 200 metri dalla riva, dopo aver sorvolato la spiaggia di Rocca Priora, perivano complessivamente quattro persone.

La Casaccia, Pasquali, Giacomo Rossi, istruttore dell’Aeroclub anconetano, e Francesco Rossi, di 13, nipote dell'ex asso dei cieli militare. Il velivolo aveva già ottenuto l’ok all’atterraggio dalla torre di controllo dell’aeroporto anconetano “Raffaello Sanzio”. Il ragazzo alla cloche aveva conseguito il brevetto di volo a marzo ed era risultato il migliore del suo corso. Il padre, Eugenio Pasquali, era il direttore tecnico dello scalo. I soccorsi erano difficoltosi a causa della corrente forza 3. Se il quadriposto fosse caduto sul limitrofo stabilimento dell’Agip, funzionante come raffineria carburanti, le conseguenze sarebbero potute essere peggiori. E per questo il fattaccio destava grande attenzione mediatica nel Belpaese.

La Casaccia aveva esordito al Festival delle voci nuove di Castrocaro Terme ’67 - quello vinto da Giuni Russo che ancora si faceva chiamare Giusy Romeo e intonava “A chi” con Elio Gandolfi - con il pezzo “Se c’è una cosa che mi fa impazzire”. Poi, sotto contratto con l’etichetta discografica milanese Ariston, fondata da Alfredo Rossi nel ’64, aveva preso parte alla quinta edizione della gara canora “Un disco per l’estate”, dal 21 aprile all’8 giugno 1968, con la traccia “Vedo il sole a mezzanotte”. Dopo aver inciso il 45 giri “Mangerei una mela/Il cuore mi scoppierà”, sempre per la già menzionata Ariston, nel 1971, s’era ritirata per dedicarsi alla pittura.