Sorelline ritrovate, la mamma: «Vogliono stare con me». Il papà: «Ho visto la grande in segreto, baci e carezze». Domani gli interrogatori
L'aspro contenzioso sarà inevitabilmente uno degli argomenti di cui si parlerà domani nell'interrogatorio di garanzia al tribunale di Sulmona quando il procuratore, Luciano D'Angelo, cercherà di mettere insieme gli ultimi tasselli dell'inchiesta che ha portato all'arresto di mamma Valentina, di suo padre Marco e del compagno Vincenzo Esposito
SULMONA. Quei litigi e quelle incomprensioni che per sette lunghi anni hanno accompagnato la loro causa di separazione, si acuiscono ogni giorno di più. Anche oggi che lei, la mamma delle bambine, è in carcere con l'accusa di sequestro di persona e lui, il papà, è costretto a difendersi dalle accuse di essere "il cattivo in libertà". "Io voglio stare con le bambine e le bambine vogliono stare con me", racconta Valentina D'Acunto dall'istituto di pena di Teramo, mentre l'ex marito, in diretta tv, rivela di aver visto in segreto una delle due ragazze a fine maggio, qualche giorno prima che il tribunale gli restituisse la potestà genitoriale. Parla di "abbracci, coccole, carezze e pianti" in un incontro "richiesto espressamente" dalla figlia. L'aspro contenzioso sarà inevitabilmente uno degli argomenti di cui si parlerà domani nell'interrogatorio di garanzia al tribunale di Sulmona quando il procuratore, Luciano D'Angelo, cercherà di mettere insieme gli ultimi tasselli dell'inchiesta che ha portato all'arresto di mamma Valentina, di suo padre Marco e del compagno Vincenzo Esposito.
L'accusa nei loro confronti è quella di sequestro di persona aggravato in concorso. Un reato che gli indagati, come racconta chi li ha incontrati, avrebbero sottovalutato. "La mia idea - ha detto oggi la garante dei detenuti dell'Abruzzo, Monia Scalera, che ha incontrato la donna in cella a Teramo - è che non abbia contezza della gravità dei fatti che le vengono contestati. Mi ha chiesto 'mi aiuti come può, se può, faccia tutto quello che può, mi aiuti'".
Anche gli altri due arrestati, rinchiusi nel carcere di Sulmona (da dove con ogni probabilità saranno trasferiti in caso di convalida del fermo), vengono descritti come 'increduli' per l'epilogo della vicenda, come se non avessero compreso la gravità delle azioni commesse.
Oggi il papà, nell'ennesima intervista tv, ha voluto ribattere alle accuse mosse ieri dalla sua ex suocera che aveva detto che "i buoni sono dentro e i cattivi stanno fuori". Si tratta della stessa donna che, atti alla mano, era stata coinvolta direttamente nell'organizzazione del piano di sequestro e che, nei giorni successivi alla scomparsa delle nipoti, si era mostrata in lacrime davanti alle telecamere. "Ne ho ricevute tante di offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni - si è difeso il papà -. Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie".
Le ragazze, 12 e 16 anni, sono ora in una nuova struttura protetta, lontane da riflettori e sguardi indiscreti. "Ora è il momento della serenità e del rispetto", afferma il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, loro tutore legale. "Il nostro contributo a chiarire fatti, percorsi e verità, fornendo ogni informazione utile a un'esatta comprensione della vicenda, si è oggi esaurito - chiosa -. Ogni nostra azione ha avuto il solo scopo di supportare le indagini e la corretta informazione, sempre nel massimo rispetto della privacy e del lavoro degli inquirenti".
Gli stessi magistrati che continuano a indagare per chiarire gli ultimi punti oscuri di una vicenda che di certo non si chiuderà con gli arresti di lunedì scorso.
