29 ottobre

Oggi, ma nel 1799, a Napoli, in piazza del Mercato, quella riservata alle esecuzioni capitali, veniva giustiziato, mediante impiccagione e successivo taglio della testa con l'ascia, Giorgio Vincenzo Pigliacelli, giunto da Tossicia, nel teramano, di 48 anni, già magistrato come Primo giudice della commissione militare che, il 18 aprile 1799, era stato per meriti elevato a ministro di Giustizia e di Polizia dell’effimera Repubblica partenopea. Ovverosia quella proclamata il 23 gennaio precedente, col generale transalpino Jean Etienne Vachier detto "Championnet", e miseramente fallita il 22 giugno dello stesso anno con la capitolazione di Castel Sant’Elmo e il ritorno, l’8 luglio, di Ferdinando IV di Borbone sul trono. Con Pigliacelli salivano, contestualmente, sul patibolo anche altri personaggi di spessore che avevano preso parte al sogno rivoluzionario gemellato con l’insurrezione parigina. Finivano col fare l’ingloriosa uscita di scena toccata ad Eleonora de Fonseca Pimentel, Che sarà reputata dagli studiosi come una delle figure più influenti di quella pagina politica, che era stata passata per il cappio, in quello stesso luogo di supplizio (nella foto, particolare, lo slargo allora periferico poi addirittura meta di pellegrinaggi e visite guidate, contraddistinto dalla caratteristica fontana ad obelisco, nel quale le esecuzioni capitali erano cominciate, il 29 ottobre 1268, con Corradino di Svevia e termineranno, l’11 settembre 1800, con Maria Luisa Sanfelice), il 20 agosto precedente, a 47 anni. I malcapitati a condividere l'amara sorte con Pigliacelli erano: Mario Pagano, originario di Brienza di Potenza, classe 1748, che aveva ricoperto l’incarico di primo presidente del Governo provvisorio; Domenico Cirillo, proveniente da Grumo Nevano, nel napoletano, del 1739, componente della Commissione legislativa; Ignazio Ciaja, nativo di Fasano di Brindisi, del 1766, ovvero il più giovane dei giustiziati quel 29 ottobre 1799, che era stato secondo presidente dell’esecutivo temporaneo nonché esponente della Commissione esecutiva della difesa. Pigliacelli e la sua opera di giurista verranno ricordati nella targa commemorativa posta sotto il porticato del Municipio a Teramo, in piazza Ercole Vincenzo Orsini. Ma anche a Tossicia, col monumento del 1999 posto a ridosso del palazzo marchesale, sede anche del Museo delle genti del Gran Sasso. Inoltre la vicenda umana e professionale sarà ricostruita pure da Antonella Orefice, nelle 264 pagine del volume intitolato “Gjorgio Vincenzio Pigliacelli. Avvocato fra massoneria e rivoluzione, Ministro della Repubblica napoletana del 1799”, che sarà pubblicato dall’editore napoletano Alfredo Guida nel 2010.
