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30 gennaio

30 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1910, a Roma, con autorizzazione del capo di Stato maggiore della regia Marina militare italiana, il viceammiraglio Giovanni Bettolo, il tenente di vascello Castruccio Castracane degli Antelminelli e i sottotenenti di vascello Giulio Valli, Manfredi Gravina di Ramacca e Bruno Brivonesi venivano destinati a frequentare, a partire dal 15 febbraio successivo, il primo corso di pilotaggio di dirigibili alla Scuola dirigibilisti di stanza a Vigna di Valle, frazione di Bracciano, col tenente di vascello Guido Scelsi quale istruttore, in vista dell’impiego bellico dei “mezzi più leggeri dell’aria”. Scelsi, ferrarese classe 1874, il 30 agosto 1909 aveva conseguito, come primo in assoluto nella storia della Marina da guerra tricolore, il brevetto di pilota dirigibilista, sempre nella stessa sede destinata ad ospitare il Museo storico dell’Aeronautica e dove, a ridosso del castello Odescalchi, il 3 ottobre 1908 si era staccato da terra il primo dirigibile militare italiano in assoluto, il N°1 (nella foto, particolare) con a bordo gli ufficiali del Genio del regio Esercito Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni. I primi mezzi utilizzati per le esercitazioni dal 15 febbraio di quel 1910 saranno mezzi progettati proprio dai due ingegneri aeronautici. Erano con involucro o “busta” ad idrogeno, perché l’elio, benché tenuto in considerazione quale gas di sollevamento, non era ancora così disponibile come accadrà dal 1920 in poi. Rientravano nella seria “P”, ovvero di piccole dimensioni prima dell’arrivo di quelli contrassegnati dalla “M” ovvero di media costruzione, erano il P1, il P2 e il P3, con portata fino a 4mila metri cubi, aventi lunghezza di 60 metri, diametro di 11,6, erano equipaggiati con propulsore Clement Bayard da 110 cavalli ed erano in grado di raggiungere la velocità di crociera di 52 chilometri all’ora con buone condizioni meteo. L’iniziativa, a suo modo, rappresentava un’innovazione non di poco conto e cercava di riportare, anche nella specialità dell’osservazione ed eventualmente del combattimento dal cielo, la forza di mare del Belpaese al pari delle altre armate navali europee. Essendo tuttavia una sperimentazione, la pionieristica intrapresa dei quattro ufficiali selezionati veniva tenuta riservata. Ma il percorso di Scelsi non si arresterà ai dirigibili, infatti, il 19 agosto 1912, col grado di capitano di fregata, sempre come primo tra i militari italici, nella scuola europea dello statunitense Glenn Curtiss -ideatore del Triad e del Flyng boat n°2- di Juan-les-Pins, ad Antibes, in Francia, farà suo anche il permesso per condurre gli idrovolanti, per decisione del vice ispettore nazionale dei Servizi aeronautici Ludovico De Filippi. Lo stesso che, dopo la conclusione del conflitto di Libia, il 18 ottobre 1912, aveva suggerito al vertice della Marina, il viceammiraglio Carlo Rocca Rey, di approntare un proprio comparto di aerei in grado di decollare e atterrare sull’acqua. Sezione che avrà quartier generale in località Rio delle vergini, nel sestiere veneziano di Castello, a protezione dell’arsenale.