6 dicembre

Oggi, ma nel 1991, a Ferrera di Varese, Corrado Ferioli, di 21 anni, eroinomane uscito cinque giorni prima dalla comunità di recupero per tossicodipendenti di Bergamo, strangolava con un cavo metallico, in casa, i genitori Fioravante Ferioli, di 47 anni, operaio in un’azienda tessile di Cuveglio, e Gigliola Fornasiero, di 41, cuoca nell’educandato delle suore di Roggiano, verosimilmente perché a gennaio non voleva tornare in cura. Sarebbe dovuto rientrare nel centro terapeutico Gulliver di Varese dove era arrivato grazie all’intervento del prete di Mesenzana, la cittadina d'origine, don Franco Basilico. Dopo aver soppresso i coniugi l’erede s’era impossessato anche dei risparmi paterni custoditi nell’abitazione: quattro milioni di lire.
Poi alla mamma aveva preso qualche monile d’oro, la pelliccia, l’ultimo stipendio, da un milione e 800mila, ritirato il giorno prima di essere assassinata. Quindi trasporterà, con la Citroen Bx azzurra di famiglia, i cadaveri e li depositerà nella grotta, a ridosso del bosco, sulla strada per Masciago, a poca distanza dal cimitero, utilizzata come discarica abusiva di rifiuti. I corpi senza vita verranno denunciati due giorni dopo il duplice omicidio, l’8 dicembre, da una telefonata anonima alla Polizia stradale, che con buona probabilità verrà effettuata da un tale Fabio, anche lui con problemi legati alla polvere bianca, di un paesello del circondario, col quale Corrado si confiderà. Il figlio-killer verrà arrestato, il 10 dicembre, a Lainate (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano torinese “La Stampa” del giorno successivo, 11 dicembre di quel 1991, a firma dell’inviato Pino Corrias), nel parco ritenuto base dei pendolari della droga dell’asse verso Milano, dai carabinieri della compagnia di Rho.
Gli esponenti dell'Arma lo scoveranno seguendo le tracce dei fornitori di sostanza stupefacente di Gianluca Mantovani, di 22 anni, di Sangiano, ritrovato morto per overdose proprio quel giorno. Quindi verrà trasferito nel carcere di Miogni a Varese. Corrado, figlio unico, si era trasferito col padre e la madre 12 anni addietro da Mesenzana, sempre nel Varesotto. Corrado aveva frequentato due anni di Magistrali nello stesso istituto dove lavorava la mamma, ma non aveva proseguito gli studi fino al diploma. Compiuti i 18 anni s’era arruolato, nel 1989, in Marina militare. Aveva prestato servizio a La Spezia e a Genova.
Ma era rientrato prima della conclusione della ferma perché già segnato dall’utilizzo di polvere bianca. Aveva continuamente bisogno di soldi per pagare gli spacciatori e questo aveva provato non poco l’equilibrio familiare. Verrà condannato, con sentenza definitiva, a 30 anni di reclusione. Il 3 dicembre 1996 andrà in onda l’intervista a Corrado, realizzata nel penitenziario di Alessandria, dalla giornalista Franca Lando in Leosini, per la seguitissima trasmissione “Storie maledette”, che andrà in onda alle 22.30 su Raidue.

