8 ottobre

Oggi, ma nel 1944, a Calice al Cornoviglio, in provincia della Spezia, si consumava l’estremo sacrificio del partigiano capo squadra Gerolamo Spezia, nome di battaglia “Piero”, di 19 anni, già apprendista motorista della regia Marina militare di stanza nell’Arsenale navale della Spezia fino allo sbandamento dei soldati dell’8 settembre dell’anno prima. Ovvero il fatidico ’43 dell’armistizio di Cassibile. Spezia era componente del battaglione Val di Vara della formazione Giustizia e libertà (nella foto, particolare, il gruppo resistenziale con Spezia indicato in azzurro, nell’immagine proveniente dall’archivio Fondazione Ets e Istituto spezzino per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, a corredo della scheda di Maria Cristina Mirabello), guidata da Vero Del Campo detto “Boia”, attivo sia in Liguria che in Toscana, particolarmente nelle aree di Massa Carrara e della Spezia, a sua volta posto sotto le direttive del colonnello Mario Fontana, ovvero “Turchi”. Spezia verrà insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria come uno dei primi ad iniziare la lotta di liberazione della Patria dal nazifascismo, dal 19 ottobre 1943, nel calicese, sotto gli ordini del comandante Daniele Bucchioni alias “Dany”, già tenente del regio esercito, e soprattutto per aver seguitato a battersi anche da ferito, mettendo a repentaglio la propria esistenza, pur di riuscire a coprire la fuga ai compagni quando i nemici, in azione di rastrellamento, si rivelavano in numero estremamente superiore. Spezia, originario di Vezzano Ligure, classe 1925, dopo l’iniqua fucilazione del padre s’era specializzato in azioni di sabotaggio ed era uno dei pochi marinai prestati alla causa resistenziale. Il 6 aprile 1966 verrà dedicato al suo ricordo il largo di Favaro della Spezia, terza traversa di via della Libertà. Mentre nel centro natio gli verrà intitolata la scuola elementare dell’Isa 11 con tanto di targa commemorativa apposta all’esterno

