Allegrino chiede i danni: «Accusato ingiustamente»

20 Settembre 2013

Confcommercio, l’ex presidente rompe il silenzio dopo il caos delle “spese pazze” «Sono pronto a costituirmi parte civile. Devolverò i rimborsi in beneficenza»

CHIETI. È pronto a denunciare qualunque accusa diffamatoria nei suoi confronti, dopo essere già stato in procura a spiegare punto per punto, tramite il legale di fiducia Marco Femminella, quel che è accaduto nel bilancio di Confcommercio durante la sua gestione. Respinge qualunque accusa di «spese pazze», ma assicura anzi di essere ancora creditore. Dopo mesi di dichiarazioni sporadiche, mentre nell’associazione di categoria scoppiava il caos dei consiglieri dimissionari, di elezioni convocate e poi rinviate con l’arrivo dei carabinieri, è l’ora della verità del presidente uscente Angelo Allegrino.

La “verità” arriva attraverso una nota durissima, in cui l’imprenditore frentano, eletto per due mandati alla guida di Confcommercio, ribatte alle accuse che gli sono state mosse dalla scorsa primavera, con il sit in di protesta dopo il licenziamento di sei lavoratori. E promette battaglia contro «il danno di immagine sia alla mia persona che all’associazione». Affiancato dal suo avvocato, intraprenderà azioni giudiziarie «con riserva di risarcimento dei gravi danni materiali e morali subiti per le condotte illecite e strumentali di quelli che si sono prestati ad accuse infamanti e ad una altrettanto infamante, falsa e gratuita gogna mediatica». «La Confcommercio», scrive Allegrino, «si costituirà parte civile e i rimborsi per i danni subiti saranno devoluti in beneficenza». Per lui, quello che è accaduto in questi mesi a Confcommercio «arriva esclusivamente da una posizione faziosa di alcuni consiglieri dimissionari e sarà oggetto di specifiche denunce-querele». «Confcommercio non è morta», dice, «anzi si continua a lavorare con nuova progettualità e nuova forza».

Poi Allegrino spiega i motivi del suo silenzio: «Sono rimasto molto scosso da quanto accaduto, ho ricevuto fango addosso da persone insospettabili che fino a qualche giorno prima delle loro polemiche strumentali sui giornali e in piazza si erano mostrate amiche, lodando addirittura il mio operato». Attacchi che a suo dire potrebbero derivare dalle «nette prese di posizione contro la piattaforma petrolifera Ombrina mare e il progetto del Campus auto motive. Racconta che nessuno dei consiglieri che continua a definire «faziosi» gli ha mai chiesto chiarimenti sugli estratti conto della carta di credito dell’associazione: si sarebbero rivolti alla procura e alla stampa senza consultarlo proprio nel giorno «che precedeva lo svolgimento delle elezioni provinciali della Confcommercio (18 luglio 2013)». «Sembra evidente dunque», osserva duro, «lo scopo denigratorio e fini elettoralistici».

La nota non risparmia delucidazioni sui conti di Confcommercio «in attivo», precisa Allegrino, «ma ci sono problemi di liquidità solo perché dobbiamo ricevere delle spettanze dovute». Alla procura ha fornito materiale utile a ricostruire spese, pagamenti, persino «le anticipazioni personali per i pagamenti di alcune scadenze». «La dirigenza della Confcommercio a Roma dopo un controllo contabile sui bilanci degli ultimi cinque anni ha trovato tutto in regola», assicura. E in attesa di chiarezza lancia un monito ispirandosi a papa Francesco: «Chi parla male del prossimo», scrive, «è un ipocrita che non ha il coraggio di guardare ai propri difetti. Le chiacchiere hanno una “dimensione di criminalità”, perché ogni volta che parliamo male dei nostri fratelli, imitiamo il gesto omicida di Caino».

Francesca Rapposelli

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