l’omicidio efferato

Altino. Gilda uccisa con più di 10 colpi «Un accanimento inspiegabile»

8 Agosto 2026

Il nipote Alessandro Carminucci, in cella, chiede di vedere i familiari: oggi l’udienza di convalida

ALTINO

Tanti colpi, più di 10, sferrati con violenza sul viso e sulla testa con oggetti contundenti - un martello, un piccone piccolo da muratore e armi da taglio- che hanno provocato un’ampia emorragia che non le ha lasciato scampo. Così è morta Gilda Mafalda Di Giuseppe, 89 anni di Altino. E la mano assassina è quella del nipote Alessandro Carminucci, 25 anni, che alla nonna era legato da un profondo affetto. È questo il primo responso dell’autopsia eseguita ieri nell’obitorio dell’ospedale di Pescara dal medico legale Sara Sablone, consulente della procura di Lanciano. Il referto verrà rilasciato tra sessanta giorni.

L’AUTOPSIA

Oltre 5 ore di studio, analisi delicate sulla testa e non solo dell’89enne da parte della dottoressa, con prelievi istologici e tossicologici fatti per ricostruire un omicidio avvenuto tra le 20.30 e le 21 di mercoledì 5 agosto nella casa in contrada Briccioli ad Altino dove l’anziana ha vissuto fino alla morte del marito, per poi trasferirsi a Roma dalle figlie- tra cui la mamma di Carminucci - e dove tornava spesso, in particolare in estate.

Villetta su più piani al civico 12 della contrada, dove ha accolto come sempre l’adorato nipote. Il 25enne, laureato in ingegneria, era arrivato venerdì 31 luglio in auto da Roma dove vive ed era come al solito tranquillo. Con i cugini, a parte qualche momento di vuoto, aveva riso, scherzato e si stava organizzando per andare al mare, sulla Costa dei Trabocchi. E anche a casa con la nonna tutto sembrava scorrere senza problemi.

All’anziana lui era legatissimo, era diventata una seconda madre dopo che quella vera era morta per una malattia sette anni fa. E da allora, come riferito dai familiari, il ragazzo aveva cominciato ad avere problemi psichiatrici ed era in cura. Crisi d’ansia, momenti difficili, vuoti, fragilità note a chi gli stava accanto e che si riuscivano a gestire.

Mercoledì invece qualcosa dentro di lui si è spezzato definitivamente, e ha aggredito la nonna, probabilmente all’inizio della gradinata interna della casa e alle spalle. Forse la donna era rientrata da fuori, oppure stava cercando scampo; saranno le indagini a chiarire la dinamica.

Ad ogni modo il ragazzo si è accanito sulla 89enne con ferocia e armi che il medico legale deve ancora valutare, ma compatibili con un martello, un piccolo piccone e armi da taglio. Tanti i colpi sferrati sul volto e la testa, non in altre parti del corpo.

DELITTO INSPIEGABILE

Un accanimento, e un omicidio, inspiegabili per la famiglia in primis, per gli amici e quanti conoscevano l’amore che legava nonna e nipote, l’indole di Alessandro che non ha mai fatto del male a nessuno, non ha mai avuto un accesso d’ira verso qualcuno. Il movente, il perché di un delitto tanto cruento è infatti quello che cercano di scoprire la procuratrice di Lanciano Patrizia Foiera, la sostituta Elena Belvederesi, i carabinieri di Lanciano e Casoli che continuano le indagini ascoltando vicini e familiari, ricostruendo spostamenti, parole, orari, dettagli. Il 25enne finora non ha parlato: è rimasto in silenzio, in stato confusionale dalla notte dell’omicidio.

Un allarme però l'ha lanciato perché dopo aver colpito la nonna Alessandro ha telefonato alla zia, Mariella Carpineto, che vive a Londra e con la quale era stato fino a pochi giorni prima, dicendo di aver fatto qualcosa di grave.

Ed è la zia ad avvisare i cugini che sono ad Altino e che attivano i soccorsi. Ma dopo quella telefonata il 25enne si è chiuso in se stesso alzando un muro impenetrabile con l’esterno. Portato in caserma a Casoli è riuscito solo a dire il suo nome. Non il cognome o la data di nascita. E quando gli è stato chiesto che cosa era successo, la sua risposta è stata il silenzio.

È stato poi portato in carcere a Lanciano, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa della vittima, 89enne, dall’aver sfruttato il fatto che fosse notte per portare a termine l’omicidio e dall’aver approfittato dell’ospitalità datagli dalla nonna.

L’AVVOCATO

In carcere, dove è sorvegliato a vista, finora ha incontrato solo il suo legale, l’avvocato Luigi Toppeta che anche ieri gli ha fatto visita. «Comincia a prendere contezza di dov’è e di quanto accaduto», dice Toppeta, «ma è ancora molto scosso, non ricorda bene i fatti».

Il 25enne ha parlato solo di «un forte senso di oppressione, di ansia» che lo avrebbe colto mercoledì sera, poi il buio e l’aggressione alla nonna. Colpi che avrebbe anche potuto infliggere a se stesso. «Alessandro ha chiesto di poter vedere i familiari, tutti», aggiunge il legale.

E oggi forse potrebbe vedere esaudito questo desiderio, che è anche quello della famiglia, perché alle 9.30 è prevista la convalida dell’arresto in carcere. Non ci sono strategie difensive in questo caso, sarà Alessandro, se in grado, a decidere se parlare o meno con il giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa.

Al termine dell’udienza di convalida, vista la situazione delicata, il precario stato psichico del 25enne il legale potrebbe chiedere lo spostamento in una struttura protetta. E se oggi Alessandro Carminucci potrà riabbracciare il padre Gianfranco, la sorella Michela, la zia e altri familiari, domani ci sarà l’abbraccio della famiglia e della comunità di Altino, ancora sconvolta per quanto accaduto, a Gilda Di Giuseppe. Fatta l’autopsia c’è stato il nulla osta per il funerale che sarà celebrato domani alle 16.30 nella chiesa di Santa Maria del popolo ad Altino.

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