Giovanni Legnini è il nuovo sindaco di Chieti: ha ottenuto il 52,27%, Sicari 47,73

Trionfo del centrosinistra che si conferma alla guida della città. Affluenza definitiva 55,33%, in calo rispetto al 62,4% del primo turno. I due candidati: Giovanni Legnini per il centrosinistra e Cristiano Sicari del centrodestra
CHIETI. Lo spoglio è ultimato. Giovanni Legnini ha vinto nettamente la sfida con Sicari ed è diventato il nuovo sindaco di Chieti. L'ex vicepresidente del Csm ha ottenuto il 52,27%. Il suo avversario, Cristiano Sicari, che al ballottaggio era sostenuto in apparentamento anche da Mario Colantonio e Alessandro Carbone, si è fermato al 47,73%. Scrutinate 54 sezioni su 54. Modificato il quadro rispetto ai numeri delle prime schede scrutinate, ma nella sostanza il discorso non cambia. Si restringe la forbice, ma la vittoria del centrosinistra non è stata mai in discussione.
La città è stata chiamata a scegliere il sindaco tra Giovanni Legnini del centrosinistra e Cristiano Sicari del centrodestra: i risultati in diretta su Rete8.
LA CITTA’ AL VOTO. Se è vero che al secondo turno delle amministrative l’affluenza è fisiologicamente più bassa, Chieti conferma la regola. Al termine della prima giornata di voto per scegliere il nuovo sindaco ha votato solo il 42,18%. Al primo turno di domenica 24 maggio nelle 54 sezioni teatine si era recato al seggio il 47,93%. Urne aperte anche questa mattina, dalle 7 alle 15. Poi parte lo spoglio che dirà chi tra il candidato sindaco di centrosinistra Giovanni Legnini e quello di centrodestra Cristiano Sicari sarà il successore del sindaco Diego Ferrara. Lo spoglio viene seguito in diretta anche questa volta su Rete8, con la trasmissione che parte già alle 14,30.
LA DOMENICA DEI CANDIDATI
Cristiano Sicari passa la prima giornata di voto sia a casa, con la moglie Maria Rosaria, sia con i candidati e il suo staff. Non mancano passeggiate in città, spesso con Mario Colantonio, ex candidato sindaco dell'altro pezzo di centrodestra che al primo turno ha corso da solo e che ora si è apparentato. Con Colantonio, che in caso di vittoria diventerà vicesindaco, la sintonia è ora diventata totale. In mattinata Sicari va a votare nella sezione di via delle Robinie e nel pomeriggio prende parte all’Infiorata, sempre fianco a fiaco a Colantonio. Presente all’Infiorata anche l'ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Legnini, che prende parte alla processione scortato dal presidente uscente del consiglio comunale Luigi Febo con la fascia tricolore addosso, vista l’assenza del sindaco Ferrara. Curiosamente Legnini e Sicari partecipano alla processione uno di fronte all’altro, separati però dal tappeto di fiori realizzato al centro di corso Marrucino. A debita distanza si fermano poi davanti al sagrato della Trinità, per la benedizione di monsignor Bruno Forte, solo che a un certo punto uno degli organizzatori dell'Infiorata chiede a Legnini di prendere posto più avanti insieme alle altre autorità. E lui segue le indicazioni dell’organizzatore. Per il candidato di centrosinistra la domenica di ballottaggio va via tranquilla tra la gente. Legnini trova anche il tempo per entrare in una libreria e acquistare un libro per la nipotina Nilde, figlia del figlio Enrico, magistrato a Foggia che per l’occasione è tornato in città. In quel libro c’è la storia di una bimba resiliente che, anche se il mondo va storto, trova il modo per costruirsi la sua strada. L’altro figlio Ivano, biologo molecolare, non è invece a Chieti. La moglie Anna Rita lo segue passo passo.
IL PRIMO TURNO
Due settimane fa il primo turno si era chiuso lunedì 25 maggio con un netto vantaggio per la coalizione progressista e civica. Legnini, sostenuto da sette liste (Pd, Avs, M5s, Sindaco Legnini, Polo civico, Chieti viva e Chieti per Chieti) aveva chiuso ottenendo il 47,2% delle preferenze, 12.426 voti. Sicari, appoggiato da quattro liste (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e Chieti Progetto), si era fermato al 27,5%, 7.231 voti. In vista del secondo turno di ballottaggio, però, Sicari si è apparentato con Colantonio che, con le sue tre liste (Lega, Azione politica e Unione di centro), è arrivato terzo con il 16,6%, 4.384 voti, e con Alessandro Carbone, che con le sue quattro liste (Chieti sceglie, Chieti al centro, Liberali per Chieti e Chieti Scalo Noi) ha chiuso il primo turno con il 4,7%, 1.240 voti. Per Legnini, invece, nessun apparentamento, anche se c'è stato l'endorsement degli altri due candidati Giancarlo Cascini, che ha chiuso il primo turno con il 3,14% (826 voti), e Olinto Amoroso, che si è fermato allo 0,81% (212 voti). Conti alla mano, dovrebbero comunque essere i consensi del centrodestra quelli destinati ad aumentare al ballottaggio. Per il centrosinistra, invece, la sfida è riportare alle urne tutti quelli che hanno già votato due settimane fa.
AFFLUENZA IN CALO
C’è ora da capire quale dei due schieramenti sia stato maggiormente danneggiato dal calo di affluenza. La riduzione dei votanti tra primo e secondo turno si può comunque definire davvero fisiologica. Innanzitutto perché si sconta la mancanza del “traino” delle liste: al primo turno si vota anche per consiglieri e liste, quindi molti elettori partecipano per sostenere il proprio candidato locale. Al ballottaggio questo incentivo sparisce. Poi bisogna tenere conto della demotivazione a cui può andare incontro una quota di candidati che si vede definitivamente fuori dalla corsa al consiglio comunale.
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