Vasto

Disperso nel crollo del ponte sul Trigno, appello della figlia: «Merita di essere cercato»

10 Aprile 2026

Il pescatore Domenico Racanati è il padre di Angelica, che ora chiede aiuto: «Non fermatevi»

VASTO. Domenico Racanati, il pescatore di 53 anni di Bisceglie, scomparso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, non si trova ancora e la figlia Angelica chiede aiuto: «Mio padre merita di essere cercato senza sosta». Le ricerche, nella zona di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, vanno avanti da una settimana, ma senza esito: finora, sono stati ritrovati solo targa e parafango dell’auto. L’ultima posizione nota del pescatore pugliese era Montenero dove si trovava in viaggio verso Ortona. La procura di Larino ha aperto un’inchiesta per crollo e omicidio colposo.

La famiglia respinge l’ipotesi secondo cui l’uomo avrebbe superato volontariamente un blocco stradale per immettersi nel tratto poi crollato. Secondo quanto riferito dai familiari, da un’applicazione presente sul cellulare della moglie si ricaverebbe un percorso diverso da quello indicato finora: Racanati non avrebbe forzato alcun varco, ma si sarebbe ritrovato su una strada che conduceva comunque al ponte, in un punto dove non sarebbero stati presenti i new jersey. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe incidere in modo rilevante sulla dinamica dell’accaduto.

Al momento del crollo, Racanati era diretto a Ortona per ritirare una barca acquistata da poco. Era al volante di una Fiat Bravo di colore chiaro. L’auto potrebbe essere finita in mare sparendo fra sabbia e fango. La moglie Aurora è disperata e la figlia Angelica ha pubblicato un accorato appello su Facebook per chiedere aiuto e cercare informazioni utili al ritrovamento del padre: «In questo momento sto vivendo un dolore enorme, ma anche una forte angoscia che cresce ora dopo ora. Per questo sento il bisogno di lanciare un appello: chiedo che le ricerche di mio padre non si fermino e che vengano intensificate il più possibile», dice Angelica.

«Ogni minuto che passa è fondamentale. Il tempo, in situazioni come questa, può fare la differenza, e noi non possiamo permetterci di perderlo. Chiedo alle istituzioni, alla Procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, e a tutte le forze coinvolte, di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe. Mio padre merita di essere cercato senza sosta. Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla. Mi appello alla sensibilità e al senso di responsabilità di chi può intervenire: vi prego, non fermatevi. Noi non perderemo la speranza», conclude la ragazza, «ma abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto».

Le operazioni di ricerca non si fermano: i vigili del fuoco sono mobilitati con sommozzatori, squadre ordinarie, fluviali, droni, esperti topografi e mezzi movimento terra per la perlustrazione lungo le sponde e i fondali del fiume.

@RIPRODUZIONE RISERVATA