Palmoli

Genitori del bosco, tutte le accuse: «Le loro idee danneggiano i figli»

29 Aprile 2026

La psichiatra ribadisce lo stesso concetto 57 volte nella sua relazione: «Questa coppia è rigida»

PALMOLI. «Rigidità», «rigida» e parole derivate. La psichiatra Simona Ceccoli, la perita del tribunale per i minorenni dell’Aquila che boccia su tutta la linea i genitori del bosco di Palmoli, ripete lo stesso concetto 57 volte nella consulenza tecnica con cui mette in fila i motivi per i quali mamma Catherine Birmingham e papà Nathan Trevallion mostrano «inadeguate capacità genitoriali» e non possono tornare a vivere con i loro tre figli, dallo scorso 20 novembre collocati in una casa famiglia di Vasto.

«Catherine risulta una persona rigida, con tendenza alla perseverazione, allo schematismo, al bisogno di controllo, ancorata alle sue idee, a volte anche a svantaggio dei minori», insiste la Ceccoli, sottolineando la frase in nero, come a voler rimarcare il concetto. Anche rispondere «in modo poco esaustivo» ad alcune domande, come le prime paroline dette dai bimbi o i mesi precisi in cui hanno iniziato a camminare, diventa una colpa se non imperdonabile comunque tale – secondo la Ceccoli – da arrivare a una conclusione pesante: «Emerge una scarsa attenzione ai vari passaggi di crescita dei propri figli. Catherine sottolinea spesso che la salute ha molte sfaccettature, soprattutto psichiche, risultando pertanto nelle sue risposte condizionata da principi filosofici che mancano di base scientifica».

Depositare decine di foto, video e testimonianze non è stato sufficiente per dimostrare che i bambini non vivano come eremiti. «Pur essendo fisiologico che ogni genitore sviluppi un proprio orientamento educativo», osserva la Ceccoli, «nel caso di Catherine tale orientamento sembra svilupparsi prevalentemente in un contesto relazione ristretto, con scarsa interazione e scambio con l’ambiente sociale più ampio. Tale modalità potrebbe implicare che i minori vengano esposti in maniera quasi esclusiva a un unico modello educativo, con una limita possibilità di confronto con prospettive differenti». La mamma del bosco «risulta convinta che “vivere isolati” preservi i figli da ogni pericolo» ed è ritenuta «carente relativamente alla funzione di controllo sulla salute, sull’igiene, sulla crescita emotiva e sullo sviluppo dell’autonomia dei minori». E ancora: «Catherine accetta solo le sue regole e il suo stile di vita; pertanto solo nel contesto in cui lei vive risulta in grado di rispondere in maniera adeguata alle richieste dei minori».

Anche su Nathan il giudizio è negativo, anche se «attualmente sta collaborando con le istituzioni e dimostra una maggiore apertura a far fare ai propri figli nuove esperienze sociali e scolastiche». Eppure, secondo la Ceccoli, non basta. Quanto alla cura e alla gestione dei bambini, sostiene la perita, «Nathan manifesta un atteggiamento di dipendenza nei confronti della moglie. La presenza di elementi regressivi e di una strutturazione identitaria deficitaria non pienamente definita può interferire con la funzione genitoriale in termini di stabilità di ruolo, chiarezza dei confini, capacità di offrire un modello identificatorio coerente». Anche un grado di severità ritenuto non adeguato diventa motivo di contestazione: «Catherine afferma che nel suo metodo educativo non sono previsti interventi correttivi o punitivi in caso di comportamento errato, né interventi di rinforzo in caso di comportamento adeguato del bambini. Viceversa è opinione degli esperti di psicopatologia che l’apprendimento del bambino aumenta confrontandosi con l’esperienza proposta del genitore».

Nella perizia c’è un continuo alternarsi di “bastone” e “carota”, salvo poi arrivare a conclusioni che convergono sempre verso la stessa direzione: Catherine e Nathan non sono in grado di fare i genitori. La Ceccoli spiega che, nel corso dei colloqui, la donna australiana a tratti» ha evidenziato «irritabilità» ma, al tempo stesso, è risultata «molto controllata sia in quello che dice, sia nel comportamento». Ma la psichiatra adombra che la mamma del bosco abbia raccontato alcune bugie: «In alcuni passaggi, si rivelano elementi che fanno ritenere il racconto della sua storia di vita non pienamente spontaneo, ma verosimilmente costruito. Catherine appare lucida e coerente nell’esposizione, pur presentando in alcuni momenti una modalità espressiva talvolta enfatica; al contempo, si rileva una notevole rigidità nelle posizioni assunte, accompagnata da una limitata capacità di revisione critica».

La stessa modalità – “bastone” e “carota” – viene ribadita con Nathan. «Calmo, tranquillo, non manifesta mai segnali di irrequietezza e irritabilità. Persona semplice, spiega e racconta la sua vita in maniera molto naturale». E vai di “bastone”: «Anche lui afferma che tutti gli errori e le mancanze sono dovute al fatto che anche loro non sono mai stati informati di come dovessero fare le cose». Ma anche lui, seppure in maniera minore rispetto alla moglie, «manifesta rigidità di pensiero».

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