Vasto

Lo sfogo del padre assassino: «Ho difeso la famiglia, Andrea ci minacciava con i coltelli»

24 Aprile 2026

Sciorilli, che ha confessato di aver ucciso il figlio 21enne con l’ascia, si sfoga davanti al giudice. E racconta mesi di violenze e aggressioni: «Ci spaventava» 

VASTO. Resta in carcere Antonio Sciorilli, il dirigente della Asl di Chieti di 52 anni che ha confessato di avere ucciso il figlio 21enne Andrea con tre colpi d’ascia per difendersi dall’ennesima aggressione del giovane. A deciderlo è stato il giudice del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, davanti al quale ieri mattina è comparso il padre omicida. Il magistrato ha escluso l’ipotesi di eccesso di legittima difesa e contestato l’accusa di omicidio volontario aggravato dal fatto che la vittima fosse il figlio e il tentativo di occultamento di cadavere. Il giurista rischia l’ergastolo.

L’uomo, arrivato ieri mattina in tribunale a testa bassa, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha preferito rilasciare una dichiarazione spontanea: «Ho voluto difendere la mia famiglia», ha ripetuto più volte nel corso di un monologo durato più di un’ora. «Lui (Andrea) ci minacciava e spaventava». Sciorilli si è soffermato in modo particolare sul pregresso e sull’inferno subito: ha raccontato che da tempo le discussioni erano quotidiane. I motivi erano diversi: il lavoro, gli orari, un modus vivendi non condiviso dai genitori. Ma Andrea, alto un metro e 90 centimetri e forte, avrebbe assunto spesso toni minacciosi nei confronti di tutti i componenti della famiglia. Sciorilli ha raccontato delle proposte di lavoro rifiutate e dell’aggressività contro la madre e la sorella: «Ci minacciava con i coltelli», ha ripetuto il professionista visibilmente provato. Il suo racconto si è interrotto alla mattina dell’omicidio.

Non ha detto nulla su quello che è accaduto dopo il ferimento mortale. Non ha spiegato perché non ha chiamato i soccorsi, perché ha portato il corpo del figlio in garage e come ha fatto. Un passaggio fondamentale che aggrava la sua posizione. L’arresto è avvenuto in flagranza di reato. Andrea, all’arrivo dei carabinieri chiamati da un testimone, era già morto. L’autopsia ha stabilito che il decesso è stato provocato dallo sfondamento del cranio. Difficilmente il giovane si sarebbe potuto salvare, ma perché trascinarlo giù? E dove intendeva portarlo il padre? Contro il professionista ci sono poi elementi discordanti: lui ha raccontato che lo scontro con Andrea è avvenuto nella camera da letto del figlio e che il ragazzo impugnava un coltello a serramanico; quel coltello però è stato trovato nel garage e non in camera. Il magistrato ha ascoltato attentamente e annotato tutto.

Accanto all’accusato, i suoi legali, gli avvocati Alessandro Orlando e Massimiliano Baccalà. «Antonio Sciorillli sta cercando di recuperare lucidità e ricordare quei momenti drammatici», ha detto all’uscita del tribunale l’avvocato Orlando. «Le sue dichiarazioni si sono fermate al momento dell’omicidio, non è andato oltre e non ha spiegato perché ha portato il corpo in garage: la sua mente è sconvolta e ci sono dei vuoti». Gli investigatori lavoreranno sul coltello a serramanico con cui Andrea avrebbe minacciato il padre: l’arma sarà accuratamente analizzata. L’avvocato Orlando ha ribadito il crescendo di liti che andavano avanti da tempo per vari motivi, problemi lavorativi, ma non solo.

Il legale ha parlato di una vicenda complessa e segnata da tensioni pregresse: «È una situazione estremamente delicata, che va letta nel contesto familiare in cui si è sviluppata», ha spiegato Orlando, sottolineando come la difesa stia lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto. «Ci sono tanti passaggi da chiarire. Molto importanti potrebbero essere gli esiti degli accertamenti tecnici e dell’autopsia». Importanti rivelazioni potrebbero arrivare da cellulari e dal pc del ragazzo. E Orlando non esclude di chiedere per il suo assistito una perizia psichiatrica: «È indubbiamente estremamente provato per quello che è successo ma anche per tutto quello che ha passato», ha spiegato. La difesa, viste le condizioni del dirigente, cercherà di ottenere una misura alternativa al carcere. Per il momento però Sciorilli resta in carcere.

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