Morte Andrea Sciorilli, il cadavere davanti al garage colpito con almeno 3 coltellate

foto di Gianfranco Daccò
Ascoltato il padre che ha lanciato l’allarme. Tracce di sangue sul pianerottolo e nell’ascensore
VASTO. Lo hanno ucciso con almeno tre coltellate. È morto così Andrea Sciorilli, 21 anni, un diploma in amministrazione, finanza e marketing ed ex pugile. Il giovane è stato trovato senza vita all’imbocco del garage del palazzo che si affaccia sulla circonvallazione Istioniense in cui abitava con la famiglia, ma il delitto potrebbe essere l’ultimo atto di una lite cominciata in casa: tracce di sangue sono state trovate anche sul pianerottolo e nell’ascensore. Non è da escludere, dunque, che il giovane abbia percorso con l’aggressore il tragitto fino al garage, dove è stramazzato a terra. A lanciare l’allarme è stato il padre Antonio, avvocato e dirigente amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti, responsabile dell’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) e privacy. L’uomo è stato ascoltato fino a tarda ora da inquirenti e investigatori. A dare la caccia all’assassino sono i carabinieri del reparto operativo di Chieti e quelli della compagnia di Vasto, al comando dei tenenti colonnelli Antonio Di Mauro e Mario Giacona, sotto il coordinamento delle sostitute procuratrici Miriam Manfrin e Silvia Di Nunzio. L’arma del delitto si cerca nei bidoni della spazzatura davanti al condominio e in un vicino terreno incolto.
I rapporti in famiglia, in base a quanto emerso, non erano idilliaci. Nel 2024 a carico del giovane era stato attivato un codice rosso, vale a dire la procedura relativa a reati di violenza domestica, a seguito della denuncia presentata dal padre e dalla sorella. Qualche mese fa, invece, il ventunenne era finito nei guai dopo una lite scoppiata per motivi di viabilità, nel corso della quale sarebbe stato utilizzato un casco a mo’ di arma. L’allarme scatta poco dopo le due del pomeriggio. Nell’elegante zona residenziale del centro cittadino, al civico 11B, si precipitano carabinieri, polizia e 118, ma il giovane è già morto. Fin da subito appare chiaro che si è trattato di un omicidio, perché il ragazzo presenta ferite da arma da taglio nella zona del torace. Sul posto arriva anche la madre Sabrina, dipendente del centro commerciale Conad del Vasto, piegata da un dolore indicibile. Sono scene strazianti.
L’intera area è delimitata con il nastro bianco e rosso, mentre i condomini vengono fatti uscire dal palazzo: gli investigatori ascoltano i vicini perché potrebbero aver sentito le grida o visto qualcosa. Un piccolo dettaglio può fare la differenza. I rilievi dei militari della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale non si concentrano solo nel garage, ma anche nel palazzo e nell’appartamento della famiglia Sciorilli, balcone compreso. L’abitazione finisce sotto sequestro. Tracce ematiche spuntano sul pianerottolo e nell’ascensore, che viene bloccato per evitare che qualcuno lo usi e contamini la scena. Tutto lascia pensare, dunque, che Andrea sia stato colpito all’interno del condominio. Ma certezze, almeno al momento, non ce ne sono. Gli specialisti dell’Arma perlustrano anche l’ingresso, controllano il contenuto dei cassonetti dell’immondizia e ne portano uno nel condominio per ulteriori controlli.
Nessuna pista, come è scontato in casi analoghi, viene scartata. Si scandagliano i rapporti in ambito familiare e le frequentazioni del ragazzo, anche eventuali relazioni pericolose con personaggi inseriti in circuiti poco raccomandabili e compagnie complicate. In questo senso, gli investigatori hanno cominciato ad ascoltare gli amici che, già dalle ore successive al ritrovamento del corpo, si sono radunati all’esterno del condominio, in una zona piuttosto frequentata e trafficata. Qualcuno di loro ha raccontato di averlo visto sereno, sabato sera, in una pizzeria. Determinanti potrebbero essere le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona. Così come saranno analizzate gli ultimi contatti telefonici del giovane e le chat.
Uno dei primi passi decisivi dell’inchiesta aperta per omicidio volontario dalla procura della Repubblica di Vasto è l’autopsia: sarà eseguita mercoledì dai medici legali Pietro Falco e Riccardo Di Tanna. L’esame potrebbe evidenziare segni di difesa e altri elementi utili per chiarire ogni fase dell’aggressione. In passato, la vittima aveva frequentato una palestra di San Salvo. «Abbiamo appreso con profondo dolore della scomparsa di Andrea, una persona che ha fatto parte della San Salvo Boxe, condividendo sudore, sacrifici e passione per questo sport, combattendo anche per noi», scrivono su Instagram dalla società sportiva.
«Il ricordo del suo impegno, della sua determinazione e dei momenti vissuti insieme sul ring», chiudono dalla sua ex squadra, «resterà per sempre con noi e nei nostri cuori. Oggi salutiamo un atleta e una persona che sicuramente meritava un destino diverso, e una vita migliore, in questo mondo malvagio e crudele».
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