Ortona, l’intervista al sindaco: «Ereditati tanti debiti. Sarà un anno difficile, ma non faremo tagli»

Di Nardo e gli obiettivi per il 2026: «Chiudere tutti i cantieri», e sulla politica: «Vogliamo eleggere un consigliere provinciale»
ORTONA. Angelo Di Nardo, 37 anni, in Fratelli d’Italia dalla prima ora, è stato eletto primo cittadino lo scorso giugno al terzo tentativo da candidato sindaco. Finiti i primi sei mesi di rodaggio, inizierà ora il suo primo anno pieno.
Che 2025 è stato?
«Di grande gioia per la vittoria, ma soprattutto di grande responsabilità per l’incarico».
Cosa rivendica con più soddisfazione?
«Il ritorno di Ortona nel comitato ristretto dei sindaci della Asl e l’ottenimento del finanziamenti di 3,7 milioni per l’edilizia popolare e di 250mila euro per le nostre due riserve naturali».
Qual è l’obiettivo amministrativo del 2026?
«Chiudere tutti i cantieri aperti, rimettendo a posto la città».
A che punto è il bilancio?
«Il 30 dicembre l’abbiamo portato in Giunta. Presto arriverà in Consiglio».
Che bilancio sarà?
«Purtroppo, abbiamo ereditato una situazione delicata, che non consente margini di manovra. L’indice d’indebitamento è al 6% e non possiamo sforare».
Quali sono le priorità di spesa?
«Prevediamo un milione in più sulle strade grazie a fondi ministeriali e più risorse sul sociale. In generale, puntiamo su messa in sicurezza del territorio, decoro urbano, interventi nelle contrade ed edilizia popolare».
Ci saranno tagli?
«No. Il problema è che coi fondi comunali possiamo fare davvero poco. Molto dipenderà da quello che riusciremo ad avere extra bilancio».
C’è un’opera simbolo su cui punta in questo anno per dare un segnale alla città?
«La bretella A14-porto, sulla quale stiamo lavorando con Provincia, Autorità di sistema, Zes, Regione e Governo».
E sul porto?
«L’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale, per il quale è in corso la procedura di VIncA (valutazione di incidenza ambientale, ndc)».
Tema del porto che si collega a quello di Renexia: è ottimista?
«Sempre. L’obiettivo è anche quello di porre le basi per creare lo spazio necessario a un insediamento di quelle dimensioni».
Cosa pensa della proposta fatta dal consigliere Montebruno per una fermata estiva del Frecciarossa a Ortona?
«Ho fatto già dei passaggi stabilendo un contatto con Ferrovie. Vorrei aprire un tavolo dopo le feste».
Come pensa si superare il problema del collegamento marina-centro?
«Vogliamo sfruttare al massimo la convenzione con l’Università d’Annunzio per trovare un progetto vincente e poi il finanziamento. Nel frattempo, troveremo alternative per dare risposte al turismo».
Come immagina l’estate 2026?
«Stiamo già lavorando sulle proposte, e ci potranno essere grandi novità. Ho già ricevuto una bella telefonata e spero di poter fare una sorpresa a Ortona».
Può dirci di più?
«Per ora no, ma riguarda il settore della cultura».
L’ufficio turistico non ha più una guida dal 28 dicembre. Ha un piano a breve termine?
«Preciso che però non è chiuso. Stiamo pensando a una gestione più allargata e integrata anche con i musei che rinasceranno a breve. Prima del nuovo bando ci sarà una gestione “in casa”, ma entro l’estate avremo un nuovo ufficio».
La Ztl a San Tommaso verrà fatta entro febbraio come da nuova scadenza?
«Siamo a buon punto per non prorogare ancora. Sulle modalità c’è un discorso in essere con Cogas».
Passiamo alla politica. Qual è l’obiettivo politico del 2026?
«Punteremo con decisione ad eleggere un consigliere provinciale di Ortona».
Il centrodestra ortonese resterà diviso fra maggioranza e minoranza?
«Presumo che si andrà avanti così anche nel 2026. Ad oggi non ci sono elementi per affermare il contrario. D’altronde, è quello che le urne hanno sancito. Ma in alcune fasi c’è stata anche convergenza in Consiglio, e vedremo se per l’elezione del consigliere provinciale si potrà fare qualcosa insieme».
Nei prossimi mesi si voterà a Chieti. Secondo lei il centrodestra può farcela?
«Se andrà unito ci saranno ottime possibilità di vittoria».
Eppure lei ha vinto con la coalizione divisa…
«Ortona è un caso isolato e non ripetibile. Non può essere un modello».
Secondo l’opposizione, lei è incompatibile perché con la sua azienda presta servizio per la partecipata EcoLan. Sarebbe disposto a fare una rinuncia imprenditoriale per fugare ogni dubbio?
«Laddove ci dovesse essere una posizione da rimuovere lo farò, ma ritengo che non ci sia, e il Comune ha già fatto tutti i controlli del caso».
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