Referendum giustizia: «Qui si fa propaganda», è caos a Vasto

foto di Luca Terzini
Rappresentati di Fratelli d’Italia e FI nella bufera, interviene la Digos. Il sindaco Menna: «Pronta la denuncia»
VASTO. Momenti concitati in diversi seggi di Vasto. Alcuni rappresentanti di lista di FdI e Forza Italia si sono presentati con pettorine e materiale di propaganda. È successo nelle scuole Spataro, Rossetti e Sterling. In quest’ultima, dopo la protesta di alcuni cittadini, il materiale propagandistico è stato rimosso. Alla Spataro i rappresentanti di lista hanno ritenuto legittimo avere il simbolo in evidenza. In Commissariato sono arrivate diverse segnalazioni ed è stata allertata la Digos per controlli più approfonditi.
Il referendum sulla giustizia è così diventato terreno di scontro politico, originando un movimentato dibattito e una accesa polemica sul comportamento dei rappresentanti ai seggi e sulle presunte irregolarità. I rappresentanti di lista di Fratelli d’Italia sono stati accusati di esporre distintivi evidenti con indicazione di voto. Gli accusati hanno rivendicato la riconoscibilità del ruolo. Venuta a conoscenza del fatto, Carmela Grippa, deputata del Movimento 5 Stelle, ha deciso di fare un giro nei seggi per verificare la situazione. Il sindaco Francesco Menna ha stigmatizzato l’accaduto.
«È un fatto grave», ha dichiarato il primo cittadino a urne ancora aperte, «pensare di dover condizionare il voto facendo propaganda dentro i seggi. Addirittura la presenza di scrutatori che invitano al Sì non può passare nel silenzio. Sono costretto ad inviare una segnalazione alla Corte d’Appello. Quanto avvenuto», afferma Menna, «è un chiaro atteggiamento provocatorio e violento». La denuncia arrivata in Commissariato sulla presunta propaganda illegale nei seggi è stata trasmessa alla Prefettura per ottenere la rimozione immediata dei distintivi.
«La legge parla chiaro», dice ancora il sindaco Menna, «qualsiasi simbolo che richiami esplicitamente una scelta di voto è vietato entro i 200 metri dai seggi. Sono ammessi spillini, cartellini o distintivi non certo pettorine, cartelli formato A4 appesi al collo, fasce vistose o altro materiale di propaganda. Non devono esserci neppure simboli di partito». La Digos è stata attivata e in città sono partiti capillari controlli in tutti i seggi per evitare altri comportamenti ritenuti dannosi. Lo stesso avverrà oggi, fino alla chiusura delle urne.
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