Rubano un motorino: combattiamo la noia

25 Agosto 2013

Tre minorenni denunciati dalla polizia: sorpresi mentre cercano di mettere il mezzo in moto

VASTO. Rifiutano l’offerta dei genitori di andarli a riprendere sulla riviera dopo una serata fra amici assicurando di avere un conoscente munito di patente e disposto a dare loro un passaggio. Una volta spento il cellulare, però, anzichè salire sull’auto del fantomatico amico-accompagnatore decidono di divertirsi rubando un ciclomotore, ma vengono sorpresi da una pattuglia della polizia a accompagnati in commissariato. Uno dei tre protagonisti della vicenda ha solo 15 anni gli altri due sono poco più grandi: 16 anni e 17 anni. Sono stati denunciati tutti e tre al tribunale per i minori dell’Aquila per furto aggravato.

A raccontare l'accaduto è il dirigente del commissariato, Cesare Ciammaichella. «La bravata è stata commessa poco prima delle 2. I tre erano in via Francesco Del Greco, alla Marina, e avevano ricevuto da poco la telefonata di un genitore preoccupato che non vedendoli rincasare si offriva di andarli a riprendere», racconta il vicequestore. I tre hanno declinato l’invito e si sono diretti verso un ciclomotore Yamaha modello Why della Piaggio.

Lo hanno forzato con una chiave inglese in dotazione al motorino e trovata sotto il sellino. Stavano cercando di metterlo in moto quando sono stati notati da un residente. L’uomo ha avvisato il 113. Quando la pattuglia volante è arrivata i tre hanno poggiato il ciclomotore contro un muro ostentando indifferenza e cercando di allontanarsi. La polizia li ha fermati prima che potessero scappare. Il Why, danneggiato in più parti, è stato restituito alla proprietaria che non si era ancora accorta del furto subito. I tre ragazzi invece sono stati portati in commissariato, riaffidati ai genitori e interrogati. All’inizio hanno provato a negare, poi hanno ammesso il furto. Dopo aver trascorso la serata con una comitiva di amici hanno deciso di fare la bravata. «Non sembravano rendersi conto della gravità del gesto compiuto. Hanno agito senza riflettere, forse per noia», dice il dirigente del commissariato. Il furto non era stata programmato, l’idea è venuta per caso. Ora dovranno rispondere dell’accusa di furto aggravato in concorso.

Le famiglie loro sono incredule. La polizia sta acquisendo la testimonianza di persone che hanno visto i tre in azione per meglio ricostruire la dinamica dell’accaduto. (p.c.)

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