Vasto

Scritte offensive contro i giudici, indagati due pescaresi No Vax

9 Maggio 2026

Perquisita la loro abitazione, sarebbero gli autori delle numerose frasi comparse sui muri. Sequestrate scarpe e bombolette di vernice, scoperte munizioni. Ricercato un terzo complice

VASTO. Svolta nell’inchiesta sulle scritte offensive, comparse sui muri di Vasto, contro magistrati, assistenti sociali e forze dell’ordine. Due pescaresi risultano indagati e all’alba di ieri, nella loro abitazione, è stato eseguito un blitz degli agenti della Digos. Un terzo autore del raid è ricercato. Le accuse a loro carico vanno dal deturpamento e imbrattamento di cose altrui alle minacce. Le scritte avevano tappezzato diversi muri di Vasto nella notte del 12 aprile scorso. Scritte ingiuriose riconducibili al caso della famiglia del bosco di Palmoli. A indagare sulla vicenda sono la Procura di Vasto e quella di Campobasso. Quest’ultima competente per reati che vedono coinvolti magistrati abruzzesi. A casa dei due indagati, che hanno meno di 30 anni, ieri mattina sono stati trovati scarpe, cappellini, bombolette spray, uno zainetto e anche una variegata scorta di munizioni. Le bombolette sono simili a quella ritrovata e sequestrata dalla polizia a poca distanza dal tribunale vastese. Il blitz degli imbrattatori era stato messo a segno a più tappe ed era durato quasi cinque ore, dalla mezzanotte all’alba. Scatenando anche polemiche per gli scarsi controlli in città.

“Bimbi strappati alla famiglia, crimine nazista”. O, ancora: “Se i figli sono dello Stato è dittatura”. E poi: “Assistenti sociali dei minori sequestrano bambini”. Questo il tenore di alcuni messaggi. Altri erano stati indirizzati all’ex presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e agli operatori che seguono la vicenda della famiglia del bosco. Accanto alle frasi una sigla con due V all’interno di un cerchio, ossia la sigla del movimento ViVi, gruppo No Vax salito alla ribalta dopo la pandemia e che notoriamente attacca le istituzioni a colpi di vernice.

Nelle prossime ore potrebbero esserci altre perquisizioni. Tutto il materiale sequestrato sarà accuratamente analizzato. Le indagini mirano anche a scoprire se i due hanno agito su indicazione di qualcuno o abbiano imbrattato la città autonomamente. In ogni caso a Vasto non erano soli. La telecamera del commissariato di polizia la notte del 12 aprile ha filmato tre persone. Le scritte alla sede dei Servizi sociali sono state fatte con un montacarichi ed hanno calligrafie diverse. Il blitz di ieri mattina a Pescara, probabilmente, è solo il primo tassello di una vicenda che promette sviluppi importanti. La data scelta per le scritte non era stata casuale. Il 12 aprile è stato il compleanno di Catherine Birmingham, la madre dei tre bambini che dal 20 novembre 2025 vivono nella casa famiglia di Vasto. Sia Catherine che il marito Nathan Trevallion, attraverso i loro legali, si erano dissociati dall’accaduto e lo stesso avevano fatto le associazioni che da mesi appoggiano la coppia.

Anche in Umbria e Toscana assistenti sociali, giudici e operatori pubblici hanno affrontato attacchi vandalici e scritte ingiuriose. Un attacco concentrico contro le istituzioni e i professionisti che lavorano per la protezione dei minori e delle famiglie più fragili. Le autorità locali e regionali hanno espresso preoccupazione e solidarietà per i professionisti coinvolti, chiedendo protezione e rispetto. L’ipotesi è che abbiano agito altri componenti locali del movimento ViVi.

La notizia del raid di Pescara ha suscitato grande soddisfazione a Vasto. Il sindaco Francesco Menna appresa la notizia ha ringraziato le forze dell’ordine e la magistratura e annunciato la costituzione di parte civile. «Quanto accaduto» ha detto «è stato grave. Un episodio che ha colpito lo Stato e le sue istituzioni. Preoccupante il contenuto delle scritte: attacchi gratuiti a magistrati, assistenti sociali, poliziotti, operatori. Scritte che hanno alimentato una narrazione distorta e pericolosa. Un comportamento inaccettabile. Il segnale di un clima pericoloso che cerca di delegittimare chi lavora per tutelare i più fragili, in una vicenda delicata e complessa. Per questo motivo il Comune si costituirà parte civile contro i responsabile».

Un plauso alla magistratura e alla Digos è stato fatto anche dal senatore di Fratelli d’Italia, nonché coordinatore regionale del partito, Etelwardo Sigismondi. «Sono felice che la Digos abbia individuato i due possibili autori del gesto grave e deprecabile. Nel tornare a esprimere sentimenti di solidarietà incondizionata ai destinatari di quegli odiosi messaggi ringrazio la procura di Campobasso e tutti gli uomini che da un mese indagano sull'accaduto, un gesto che ha travalicato i livelli consentiti dal dissenso. Mi auguro che venga fatta piena luce su quanto si è verificato e che non trova giustificazione alcuna».

@RIPRODUZIONE RISERVATA