Palmoli

Un presidio in camper per la famiglia del bosco: «Ora basta, riuniteli»

17 Gennaio 2026

Il sit-in inizia alle ore 12.30, a due passi dal casolare di Nathan e Catherine. L’organizzatrice: «Diviso chi viveva nell’amore. Iniziativa aperta a tutti»

PALMOLI. Nei prossimi giorni si daranno i turni. Chi non ci sarà oggi, arriverà per dare il cambio. L’intenzione, però, è di rimanere lì «fino a data da destinarsi». Sta per arrivare in camper, e non ha intenzione di andarsene, il gruppetto di manifestanti pronto a presidiare Palmoli in sostegno della famiglia del bosco. L’appuntamento è fissato alle ore 12.30, a pochi passi dal casolare dove vivevano Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i loro tre figli, dallo scorso 20 novembre in una struttura protetta a Vasto. La loro storia ha suscitato l’interesse di tutta Italia, spaccando l’opinione pubblica tra chi comprende le ragioni del provvedimento di allontanamento e chi parla di «violenza istituzionale». I manifestanti di oggi, appartengono alla seconda.

Sono almeno una decina, vengono un po’ da tutta Italia e hanno curriculum diversi alle spalle. Tutti, però, hanno deciso di mettere in pausa le loro vite – almeno per qualche giorno – per «far sentire la voce del popolo», dice Debora Petrucci. Lei è una delle organizzatrici dell’iniziativa. Viene da Rieti, fa l’operatrice socio sanitaria e vive in città (ma ammette: «Vorrei vivere di più in campagna»). È convinta che la situazione sia «molto grave» e che una «semplice» manifestazione non sarebbe stata sufficiente. Da qui l’idea del presidio. «Vogliamo che il popolo sia ascoltato, come dovrebbe accadere in democrazia». E cosa direbbe il popolo? «Che non si può distruggere una famiglia che vive nell’amore, la prima forma di nutrimento dell’anima».

La manifestazione sarà aperta «a tutti», dice Petrucci, «a chiunque voglia lasciare la propria testimonianza, raccontare la sua storia». Quale storia? «Quella di una famiglia separata, di un padre o una madre che combatte per riavere i propri figli contro un sistema che non funziona». Parole che ricalcano quelle del leader del Carroccio Matteo Salvini, in prima linea nella battaglia a difesa della famiglia del bosco. Ma Petrucci assicura: «Non ci sarà alcuna rappresentanza politica, non ne sentiamo il bisogno». Intanto, mentre politica e società civile dibattono sul giusto e sullo sbagliato, nella casa famiglia la vita, seppur seguendo ritmi così diversi da quelli impartiti dalla natura del bosco di Palmoli, prosegue.

Qualche giorno fa è arrivata la maestra incaricata di seguire i tre piccoli, Lidia Camilla Vallarolo, e ha tenuto le prime lezioni. Come fosse una scuola vera e propria, i bimbi si sono seduti al banco, di fronte a loro c’era una lavagna. Mamma Catherine, definita da giudici e assistenti sociali come sostanzialmente refrattaria all’insegnamento, era lì con loro. «Da parte sua non ho trovato fastidio per questo percorso scolastico iniziato dai bambini», ha detto Vallarolo. Segnali di apertura che sembrano confermati anche dal via libera ai richiami vaccinali, che i tre figli hanno compiuto due giorni fa. Pur di riaverli, i genitori hanno deciso di fare un passo indietro rispetto ai loro principi. E a Palmoli, intanto, a due passi da quella casa ormai vuota, un camper è pronto a fermarsi. Aspetta di rivederla piena.

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