Vasto. Maltrattamenti, la vittima replica al marito

L’avvocato della donna risponde al 45enne marocchino in carcere: «Sapeva già che lei era sposata»
VASTO
Dal carcere di Vasto, dove è finito per maltrattamenti in famiglia, un 45enne di origine marocchina continua a dichiararsi innocente. Tramite il proprio legale, l’avvocato Pompeo Del Re dice a ilCentro di non avere mai picchiato la donna che in Italia ha sposato un altro uomo. Lei, dopo aver letto l’articolo, non ci sta e tramite il proprio legale, l’avvocato Francesco Bitritto, contesta: «Non è giuridicamente possibile», scrive l’avvocato Bitritto, «limitarsi a sostenere che “la vittima lo ha fatto arrestare”. Il commerciante di origine nordafricana è stato arrestato in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere di 7 pagine emessa dal gip Fabrizio Pasquale su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Silvia Di Nunzio. Peraltro, oltre ai gravi indizi di colpevolezza che avrebbero trovato riscontro, secondo l’ipotesi accusatoria, anche in altre testimonianze, è importante far rilevare che la misura cautelare, seppure in attesa di decisione del Riesame, è sostenuta anche dall’esigenza cautelare del concreto ed attuale pericolo di reiterazione del reato che può desumersi, innanzitutto dalle modalità e dalle circostanze dei fatti che palesano una evidente pericolosità sociale dell’indagato, confermata anche dai suoi precedenti specifici».
Le dichiarazioni riportate sul quotidiano – “Quella donna voleva solo liberarsi di me” – sono una ulteriore violenza psicologica che la signora ha subito. Di tali dichiarazioni, infatti, verrà sicuramente edotta la procura della Repubblica di Vasto, al fine di verificare la presenza di ulteriori vessazioni ed umiliazione da parte del commerciante nordafricano che dal carcere riesce ancora a denigrare la persona offesa. Per quanto concerne la vita privata della persona offesa, non è sicuramente questa la sede ove esprimersi, tuttavia la mia assistita può riferire con estrema certezza che il commerciante era ben consapevole del matrimonio contratto dalla stessa circa 15 anni fa. Tanto è dovuto per rispetto delle vittime (madre e figlio di sei anni) e delle indagini che sono ancora in corso».

