40 anni fa Papa Wojtyła a Rocca di Mezzo. Da qui Nacquero i Papa Boys

Quando Giovanni Paolo II in abruzzo indicò una strada che segnò l’intero pontificato
C’è più di un motivo per ricordare la visita che Giovanni Paolo II, oggi Santo, fece il 9 agosto di 40 anni a Rocca di Mezzo e ai Piani di Pezza. Il primo riguarda la storia del nostro giornale che, dopo poco più di un mese dall’uscita in edicola (3 luglio), si trovò a raccontare un evento storico mobilitando cronisti e fotografi che restituirono ai lettori tutte le emozioni e le suggestioni di quel giorno.
Il secondo motivo è che il Papa polacco «confessò», se pur indirettamente, il suo amore per le montagne d’Abruzzo. Ai giovani scout disse fra l’altro: «Esprimo la mia gioia nel vedervi qui radunati nello scenario magnifico dell’Appennino abruzzese che ormai ho imparato a conoscere e ad ammirare». Prima del 1986 erano già trapelate notizie sulle «gite private» del Pontefice nell'Aquilano e delle mattinate passate a sciare sulle piste di Ovindoli, Campo Felice e Campo Imperatore. Un amore che continuò anche quando, per motivi di salute, non fu più in grado di indossare gli sci ma non rinunciò alle escursioni, in particolare sul Gran Sasso, dove oggi c’è un santuario a lui dedicato nel borgo di San Pietro della Ienca. Ma c’è un terzo motivo, forse il più importante. Lo «rivela» proprio lui, Giovanni Paolo II, quando rivolto ai ragazzi che lo avevano accolto con grande calore (e non solo per la giornata estiva) disse: «Quando mi hanno proposto di venire a incontrare questo grande gruppo di quattordicimila rover e scolte ho avvertito una sorta di comando: devi andare perché loro sono la Chiesa e nella Chiesa sono presenti e in essa vogliono portare tutta la loro esperienza umana e cristiana, tutta l’esperienza propria del movimento scoutistico».
Sul rapporto fra Giovanni Paolo II e i giovani sono stati scritti centinaia di libri e le immagini del Papa Santo in mezzo ai ragazzi, anche quando era ormai anziano e malato, ancora commuovono. Nel 2000, in occasione del Giubileo, fu coniato il termine Papaboys, per identificare i giovani cattolici che partecipano ai grandi raduni internazionali e alle manifestazioni religiose alla presenza del Papa, in particolare durante le Giornate mondiali della gioventù. In quell’agosto di 40 anni fa Giovanni Paolo II metteva un tassello di un percorso pastorale che è stato un segno distintivo del suo lungo Pontificato. La storia ci ricorda che nel 1984 si tenne a Roma l'Anno Santo della Redenzione. Nel programma c’era il «Giubileo internazionale della gioventù» che si svolse a ridosso della Pasqua. Giunsero nella capitale trecentomila giovani. Il 1985 fu poi proclamato dall'Onu «Anno internazionale della gioventù». Giovanni Paolo II decise di ripetere l'esperienza dell'anno precedente promuovendo un nuovo incontro a cui, nella Domenica delle Palme, presero parte 350.000 giovani. Fu allora che Papa istituì ufficialmente la "Giornata mondiale della gioventù". La prima edizione si svolse nella Capitale il 23 marzo 1986, pochi mesi prima della storica visita ai Piani di Pezza.
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