Il dodicenne investito all’Aquila sarà operato

20 Aprile 2026

Il ragazzino è ricoverato in Ortopedia: oggi i medici proveranno a ricomporre le fratture. Arrestato un albanese di 20 anni

L’AQUILA. Verrà sottoposto a un intervento chirurgico il dodicenne investito sabato sera in pieno centro, ora ricoverato nel reparto di ortopedia. I medici del San Salvatore proveranno a ricomporre le diverse fratture riportate dal ragazzino, sbalzato da un’auto che ha poi tirato dritto senza che il guidatore si fermasse a prestare soccorso. Ad assistere il minore, nell’immediato, ci hanno pensato alcuni passanti, che non hanno esitato a chiamare il 118, temendo il peggio. Anche se il giorno dopo, a tenere banco, è più che altro la notizia dell’arresto dell’investitore, così come dell’allarme sicurezza, che torna a risuonare tra chi vive o lavora in centro storico.

«Ieri sera (l’altro ieri per chi legge, ndr) abbiamo visto un gran viavai di mezzi di soccorso nel vicolo accanto, e poi ci è stato detto che un bambino era stato investito, e che il guidatore era scappato. Stamattina, invece, ho letto che era stato arrestato la sera stessa e, sinceramente, mi sono sentito sollevato», dice Alfonso Guerriero, titolare di “Pinzimonio - trattoria contemporanea”, a piazzetta del Sole, poche decine di metri lontana dal luogo dell’investimento. «Dopotutto sono padre anch’io, e la sicurezza della città è un tema a cui comincio a essere particolarmente sensibile, da genitore. Qui in centro, per dirne una, si potrebbe fare di più anche solo aumentando la presenza delle forze dell’ordine a piedi», suggerisce, senza entrare nel merito della vicenda. «Questa, per esempio», prosegue alludendo all’esterno del suo locale, «era diventata un’autentica piazza di spaccio. Ci abbiamo pensato anche noi operatori a restituirle il giusto margine di decoro. Anche se la percezione d’insicurezza, ancora oggi, purtroppo resta». «Non sembra più la stessa città», dice invece Adele Cecchini, a passeggio col cane a pochi passi dal punto in cui l’Audi guidata da un neopatentato di origini straniere aveva poche ore prima centrato il minore.

«Continuano a succedere cose che prima non si sentivano mai da queste parti. Qui in centro, poi, i ragazzi escono e bevono. Non fanno altro. Poi è normale che basta si pestino un piede per arrivare alla mani. Anzi, ai colli di bottiglia e ai coltelli, da quello che si sente», prosegue, riferendosi ad altri, recentissimi, casi di cronaca. E conclude con una considerazione sull’attuale implementazione del sistema di videosorveglianza cittadino, lo stesso che ha contribuito a identificare l’auto, e poi il guidatore, quando quest’ultimo stava per abbandonare il veicolo, a tutt’altra parte della città. «Benissimo le telecamere», dice. «Il problema è che vorremmo sentirci innanzitutto “al sicuro”, prima ancora che “sicuri” che gli autori di un crimine vengano poi assicurati alla giustizia, quando però il danno ormai è fatto».

L’allarme è scattato poco dopo le 20 di sabato, quando 118 e carabinieri sono stati entrambi avvisati che un minore giaceva sul ciglio di via delle Grazie dopo essere stato investito da un’auto che si era poi data alla fuga. I carabinieri hanno così avviato le indagini negli stessi istanti in cui il dodicenne veniva trasferito in ospedale. Poi la segnalazione di un’Audi A3 grigia che aveva rischiato di investire almeno tre persone davanti a San Bernardino. La stessa Audi grigia catturata dalle telecamere di piazza IX Martiri, le cui immagini sono state subito acquisite dagli investigatori. Fino all’identificazione di un 20enne di nazionalità albanese, sorpreso poco dopo mentre cercava di confondere l’auto tra quelle in sosta nel parcheggio di un supermercato. A inchiodarlo, i segni di un impatto sulla carrozzeria. Oltre al tentativo di aggredire un carabiniere, una volta scoperto.

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