Ingegnere 28enne muore nello schianto

Tornava dall’Aquila dove aveva festeggiato un compleanno con gli amici. Feriti tre operai di una stessa famiglia
BALSORANO. Stava tornando dall’Aquila dopo aver festeggiato un compleanno con un gruppo di amici conosciuti ai tempi dell’Università. Era diretto a Frosinone dove viveva e lavorava. Ma a casa Giuseppe Giannino, 28 anni, non c’è mai arrivato. Ha trovato la morte alle 5.30 di ieri sull’ex superstrada del Liri, tra gli svincoli di Balsorano e Ridotti. La sua auto si è scontrata con un furgone proveniente dalla parte opposta e su cui viaggiavano tre operai del Frusinate, tutti feriti. Giannino era originario di San Michele di Serino, in provincia di Avellino, e aveva tutta una vita davanti: presto avrebbe avuto anche una promozione sul lavoro come ingegnere gestionale all’Abb Sace, gruppo leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione. Il giovane stava viaggiando da solo a bordo della sua Fiat Idea quando, secondo una delle ipotesi, avrebbe invaso l’altra corsia schiantandosi contro il furgoncino, in prossimità di Ridotti, nel Comune di Balsorano. Forse un colpo di sonno. Il giovane è morto sul colpo, mentre i tre operai, A.P. di 56 anni, suo figlio L.P. (35) e un nipote, A.P. (35), tutti residenti a Monte San Giovanni Campano, sono stati estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco di Avezzano dopo un lungo lavoro. L.P. è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Sora, mentre A.P. è arrivato ad Avezzano. Meno gravi le condizioni del terzo ferito, anche lui ricoverato ad Avezzano. I tre stavano andando all’Aquila per caricare un piccolo trattore.
Sul posto i carabinieri di Balsorano. Il traffico ha subìto rallentamenti e la situazione è tornata alla normalità soltanto dopo le 8.30. Giuseppe Giannino si era laureato a novembre, con il massimo dei voti e il bacio accademico, in Ingegneria gestionale all’Università dell’Aquila. In breve tempo aveva trovato lavoro nella sede di Frosinone della Abb Sace. L’ingegnere irpino, nonostante gli impegni di lavoro, aveva mantenuto i contatti con i suoi amici dell’Aquila che lo chiamavano affettuosamente Giotto. E anche in questa occasione non aveva voluto rinunciare a festeggiare il compleanno di un amico. Solo dopo la serata era ripartito per tornare a casa. La comunità di San Michele di Serino è sotto choc e in paese è stato proclamato il lutto cittadino. Sono state sospese le manifestazioni in programma per il fine settimana, come anche la rassegna StreetArt e StreetFood. Su Facebook centinaia i messaggi di cordoglio che ricordano Giuseppe Giannino come un ragazzo solare, disponibile, che credeva nel valore dell’amicizia e che si era stato costretto allontanarsi dalla sua San Michele di Serino per costruirsi un futuro che non ci sarà.
Pietro Guida
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