L'Aquila, morti in via XX Settembreemessi sette avvisi di garanzia

Sotto accusa chi realizzò il palazzo accanto a quello crollato e un dirigente comunale
L’AQUILA. L’inchiesta sul crollo del condominio al civico 79 di via XX Settembre, uno dei più gravi con nove morti, sembrava ferma al palo. Ma ieri c’è stata la svolta con sette informazioni di garanzia a carico dei costruttori e progettisti di un edificio sorto accanto a quello crollato. I garage di quel nuovo fabbricato, edificato sulle ceneri di un vecchio palazzo, avrebbero indebolito l’ala nord della vicina casa crollata: questa l’ipotesi dei pm Alfredo Rossini e Fabio Picuti che hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Grieco una perizia sotto forma di incidente probatorio. Di lì le informazioni di garanzia ai sospettati. Tra l’altro questo palazzo, ora sequestrato, è vicinissimo alla Casa dello studente. Si è deciso di procedere con estrema rapidità visto che, l’edificio di via XX Settembre 79 è pericolante ed esiste un ordine di demolizione del sindaco.
INDAGATI. Sotto accusa ci sono i costruttori Francesco Laurini, 54 anni, di Magliano dei Marsi, coamministratore della società Belvedere proprietaria e committente dei lavori, e Armido Frezza, (63) aquilano, socio di Laurini, ex presidente Ance e impegnato nella ricostruzione; indagati anche Diego Scoccia di 55 anni, di Rocca di Mezzo, progettista e direttore dei lavori, Pietro Paoloni (56) di Rocca di Mezzo, anche lui progettista architettonico e direttore dei lavori, Enrico De Cristoforo (55) di Avezzano, collaudatore statico e Luigi Giuseppe Bonifacio (48) di Milano ma residente a Rocca di Mezzo, firmatario della relazione geologica. Risulta sospettato, per la prima volta nelle indagini sui crolli, anche il dirigente comunale Renato Amorosi (61), originario del Novarese ma da sempre residente Aquila. E’ finito tra gli accusati in quanto ha firmato nel 2004 la concessione edilizia relativa ai lavori. Gli indagati (tranne Frezza e Laurini) sono assistiti di ufficio dall’avvocato Roberto De Cesaris mentre le indagini sono state svolte dai carabinieri della Pg della procura al comando del colonnello Piero Di Censo. Ma va anche rimarcato che negli atti ci sono i nomi di altri quattro imprenditori e costruttori deceduti tra il 1981 e il 2002. Sono coloro che hanno realizzato 47 anni fa il condominio parzialmente collassato.
LE ACCUSE. Le accuse contestate sono uguali per tutti e sette: omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni visto che ci sono delle persone sopravissute al disastro e rimaste ferite.
LE VITTIME. Nel crollo del 6 aprile ci furono nove morti. Si tratta di Antonella Cora e Alessandra Cora (figlie dell’avvocato Maurizio, scampato alla tragedia), e della moglie di lui e madre della ragazze, l’insegnante Patrizia Massimino. Sotto la macerie sono morti anche Anna Aloisi, Giulia Carnevale, ingegnere il cui progetto è stato utilizzato per ricostruire l’asilo di Onna, Loredana Bernardi, Ezio Pace, Fabio Pace, e il dentista Dante Vecchioni.
IL PARADOSSO.Le parti offese sono diciotto e tra queste risultano esserci, paradossalmente, anche i figli di uno dei costruttori dell’edifico crollato e realizzato nel 1963, deceduto alcuni anni fa e pertanto non indagato. Ma l’atto a suo carico per ipotetici risarcimenti, è stato notificato agli eredi.
LA PERIZIA. Il pm propone dei quesiti per capire fino a che punto i lavori di scavo dei garage seminterrati della nuova costruzione hanno fatto da concausa indebolendo la struttura parzialmente collassata. Ma ci sono anche altri quesiti: l’accertamento della qualità dei materiali, quali ferro e cemento, utilizzati per la costruzione. Sotto osservazione da parte del perito ci dovrà essere ovviamente anche il palazzo crollato e le distanze tra i due fabbricati. Tra l’altro esiste una causa civile in corso proprio su questo aspetto e gli atti sono stati acquisiti compresa una perizia disposta dal giudice. Nel mirino, dunque, pure possibili negligenze di manutenzione del palazzo più vecchio. Ma anche difformità tra i lavori previsti nel progetto del nuovo palazzo e quelli realmente effettuati. «C’è urgenza di acquisire le prove» si legge nell’atto della procura «perchè il ripetersi delle scosse e il passare del tempo provocano variazioni dello stato dei luoghi e del livello di danneggiamento».
LA DIFESA. Intanto è arrivata anche una presa di posizione dell’avvocato Nino Marazzita di Roma il quale sostiene l’estraneità dei suoi due assistiti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
INDAGATI. Sotto accusa ci sono i costruttori Francesco Laurini, 54 anni, di Magliano dei Marsi, coamministratore della società Belvedere proprietaria e committente dei lavori, e Armido Frezza, (63) aquilano, socio di Laurini, ex presidente Ance e impegnato nella ricostruzione; indagati anche Diego Scoccia di 55 anni, di Rocca di Mezzo, progettista e direttore dei lavori, Pietro Paoloni (56) di Rocca di Mezzo, anche lui progettista architettonico e direttore dei lavori, Enrico De Cristoforo (55) di Avezzano, collaudatore statico e Luigi Giuseppe Bonifacio (48) di Milano ma residente a Rocca di Mezzo, firmatario della relazione geologica. Risulta sospettato, per la prima volta nelle indagini sui crolli, anche il dirigente comunale Renato Amorosi (61), originario del Novarese ma da sempre residente Aquila. E’ finito tra gli accusati in quanto ha firmato nel 2004 la concessione edilizia relativa ai lavori. Gli indagati (tranne Frezza e Laurini) sono assistiti di ufficio dall’avvocato Roberto De Cesaris mentre le indagini sono state svolte dai carabinieri della Pg della procura al comando del colonnello Piero Di Censo. Ma va anche rimarcato che negli atti ci sono i nomi di altri quattro imprenditori e costruttori deceduti tra il 1981 e il 2002. Sono coloro che hanno realizzato 47 anni fa il condominio parzialmente collassato.
LE ACCUSE. Le accuse contestate sono uguali per tutti e sette: omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni visto che ci sono delle persone sopravissute al disastro e rimaste ferite.
LE VITTIME. Nel crollo del 6 aprile ci furono nove morti. Si tratta di Antonella Cora e Alessandra Cora (figlie dell’avvocato Maurizio, scampato alla tragedia), e della moglie di lui e madre della ragazze, l’insegnante Patrizia Massimino. Sotto la macerie sono morti anche Anna Aloisi, Giulia Carnevale, ingegnere il cui progetto è stato utilizzato per ricostruire l’asilo di Onna, Loredana Bernardi, Ezio Pace, Fabio Pace, e il dentista Dante Vecchioni.
IL PARADOSSO.Le parti offese sono diciotto e tra queste risultano esserci, paradossalmente, anche i figli di uno dei costruttori dell’edifico crollato e realizzato nel 1963, deceduto alcuni anni fa e pertanto non indagato. Ma l’atto a suo carico per ipotetici risarcimenti, è stato notificato agli eredi.
LA PERIZIA. Il pm propone dei quesiti per capire fino a che punto i lavori di scavo dei garage seminterrati della nuova costruzione hanno fatto da concausa indebolendo la struttura parzialmente collassata. Ma ci sono anche altri quesiti: l’accertamento della qualità dei materiali, quali ferro e cemento, utilizzati per la costruzione. Sotto osservazione da parte del perito ci dovrà essere ovviamente anche il palazzo crollato e le distanze tra i due fabbricati. Tra l’altro esiste una causa civile in corso proprio su questo aspetto e gli atti sono stati acquisiti compresa una perizia disposta dal giudice. Nel mirino, dunque, pure possibili negligenze di manutenzione del palazzo più vecchio. Ma anche difformità tra i lavori previsti nel progetto del nuovo palazzo e quelli realmente effettuati. «C’è urgenza di acquisire le prove» si legge nell’atto della procura «perchè il ripetersi delle scosse e il passare del tempo provocano variazioni dello stato dei luoghi e del livello di danneggiamento».
LA DIFESA. Intanto è arrivata anche una presa di posizione dell’avvocato Nino Marazzita di Roma il quale sostiene l’estraneità dei suoi due assistiti.
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