Luca Rovatti morto dopo lo schianto sulla statale 17. Automobilista sottoposto all’alcoltest

Frontale tra macchina e motocicletta nel territorio di Vigliano: per il centauro 33enne di Marino (Roma) non c’è stato niente da fare
SCOPPITO. Un altro schianto sulla statale 17, un altro andirivieni di mezzi a sirene spiegate, e un’altra vittima, stavolta di neanche 34 anni. Si chiamava Luca Rovatti, era originario di Castel Gandolfo (Roma) ma viveva a Marino (Roma). Ieri mattina aveva deciso di approfittare del ponte del 25 aprile per una gita fuori porta in comitiva: destinazione Abruzzo, e in particolare L’Aquila, vicina, soleggiata e piena di strade da percorrere a stretto contatto con la natura. La situazione ideale per un’uscita in moto. Intorno a mezzogiorno e mezzo, però, per cause ancora in corso di accertamento, la sua due ruote finisce in un attimo contro la sagoma di un’auto che sopraggiunge nella corsia accanto, in direzione opposta. Lo schianto è tremendo: il 33enne finisce sull’asfalto e non dà segni di vita.
Immediati i soccorsi da parte dei medici del 118, che atterrano in elicottero all’altezza di Vigliano, nel territorio comunale di Scoppito, anche se per il 33enne non c’è già più niente da fare. Sul posto, per i rilievi, anche i carabinieri delle stazioni di Pizzoli e di Sassa, oltre a una pattuglia della polizia stradale, con gli agenti che hanno sottoposto il guidatore del veicolo all’alcoltest, poi risultato negativo. Una tragedia, questa, che rilancia l’allarme sulla sicurezza stradale delle principali strade cittadine, dopo un’estate 2025 funestata da incidenti mortali, tutti ravvicinati nel tempo, tra pedoni investiti e scontri frontali. Quattro infatti le vittime concentrate nello spazio di poche settimane, un anno fa, con due anziane falciate sulle strisce e poi decedute in ospedale, e altri due incidenti, che hanno spezzato rispettivamente la vita a una donna e a un giovanissimo.
«È diventata ormai una pista», è il commento del primo cittadino di Scoppito, Loreto Lombardi, che a seguito dell’ultimo incidente mortale nella stessa zona si era attivato con Anas così da ottenere la collocazione degli autovelox anche su quella statale. «È inutile», dice a proposito di quell’intendimento. «Per quanto ne so io non c’è nessuna possibilità. Per quanto rientra nelle nostre competenze, stiamo provvedendo alla collocazione di alcuni dossi in corrispondenza della scuola, qui sulla provinciale, altro punto critico». Perché «il problema», dice, «è sempre lo stesso: l’alta velocità. Anche se non so fino a che punto, anche con i giusti deterrenti, la situazione possa migliorare. Io ci ho provato, ma risultati zero. Vorrà dire che adesso mi rivolgerò alla prefettura per capire come intervenire una volta per tutte».
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