Orso prigioniero dei bracconieri, liberato dopo un mese di agonia

L’animale è stato trovato con un laccio d’acciaio al collo. Per salvarlo è servito quasi un mese. Gli operatori del Parco nazionale lo hanno chiamato Libero
CIVITELLA ROVETO. Per quasi un mese ha vagato con il marchio di fabbrica del bracconaggio: un laccio d’acciaio stretto attorno al collo che, giorno dopo giorno, lo stava lentamente soffocando. Nell’Abruzzo sotto l’attacco dei killer di lupi, l’immagine di un orso in lotta tra la vita e la morte si aggiunge alla macabra serie di episodi delle ultime settimane. Ventiquattro animali uccisi nel giro di pochi giorni tramite avvelenamento a cui, per fortuna, non si è aggiunta la venticinquesima vittima. Gli operatori del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) sono riusciti a salvare l’esemplare al termine di un’operazione complicata, durata quasi un mese.
L’animale era stato trovato in condizioni precarie nel territorio del Comune di Civitella Roveto, a chilometri dai confini del Parco ma in una zona, il corridoio di collegamento con i Monti Simbruini, dove il lavoro di monitoraggio è «continuo e costante», spiega l’Ente. La sofferenza dell’orso si è conclusa nella notte di venerdì, attorno alle 2.45, quando dopo diversi tentativi l’animale è entrato nella tube trap (una trappola cilindrica utilizzata per la cattura in sicurezza degli orsi). «È stata una corsa contro il tempo. Per fortuna ce l’abbiamo fatta»,commenta il Parco. L’esemplare, ribattezzato dagli operatori “Libero”, è un maschio con un’età compresa tra i 10 e i 12 anni, dal peso di 193 chilogrammi. Nel video pubblicato sulle pagine social del Pnalm, si vede l’orso che, una volta liberato dal laccio e risvegliato dopo l’inevitabile sedazione, abbandona gradualmente la zona sulle sue zampe.
L’operazione di salvataggio ha richiesto così tanto tempo perché non è stato facile “convincere” l’orso a entrare nella tube trap. Secondo quanto riportato dal Parco, una settimana fa Libero era addirittura riuscito a sottrarre del cibo esca senza essere intrappolato. «Dimostra ancora una volta quel che già sapevamo: gli orsi sono animali straordinariamente intelligenti», spiega l’ente in una nota.
Il Pnalm si sofferma poi sui fatti di cronaca degli ultimi giorni. «Non sappiamo dove Libero si sia imbattuto nel laccio, ma sapere che esistono ancora persone che usano questi strumenti deve far riflettere e tremare», aggiunge il Parco, «così come che siano pronte a disseminare veleno per fare una strage. In un momento già così duro, dover tornare ancora una volta a parlare di bracconaggio è penoso e profondamente drammatico. Questa volta non è accaduto all’interno del Parco. Ma non cambia nulla. Ancora una volta qualcuno ha deciso di posizionare un laccio per uccidere la fauna, e questo, ovunque accada, è un fatto gravissimo».
Non è la prima volta che gli operatori del Parco si trovano a svolgere operazioni di questo tipo. Già nel 2017, nel territorio del Comune di Campoli Appennino, era stata salvata da un laccio d'acciaio al collo una femmina di orso, F20, che il Parco aveva chiamato Monachella. L’operazione di salvataggio di Libero è stata più lunga, ma l’epilogo è stato lo stesso.
«Libero oggi è vivo. È una bellissima notizia. Ma questa salvezza non cancella l'orrore del gesto da cui tutto è cominciato. E proprio per questo non ci fermeremo» per contrastare «la mano vile di chi continua a colpire la fauna selvatica con lacci e veleni», conclude il Parco, che poi ha voluto ringraziare la Croce Verde di Civitella Roveto e un cittadino locale per il supporto all'operazione, a testimonianza che «la coesistenza è pratica quotidiana fatta di piccoli gesti di rispetto di tutti gli esseri viventi».
Per un orso che è stato salvato, continuano le indagini sui 24 animali uccisi negli scorsi giorni. Gli investigatori si sono concentrati sulle impronte lasciate sul sentiero e, soprattutto, sui sacchetti di plastica trovati dal Nucleo antiveleno, dove potrebbero nascondersi degli indizi fondamentali per svelare l’identità dei responsabili.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

