Riapre castello Piccolomini a Capestrano:«Una vittoria per il borgo»

Restauro post-terremoto durato due anni: la struttura ora è in sicurezza
CAPESTRANO
Il Castello Piccolomini riapre le sue porte e mette a segno «una vittoria per la comunità», tornando a essere il cuore pulsante dello storico borgo di Capestrano. La restituzione al pubblico giunge al termine di un’opera di riqualificazione per la messa in sicurezza della struttura, necessaria dopo il terremoto dell’Aquila. L’evento inaugurale – dal titolo “Il Guerriero, la storia riapre le porte”, traccia una linea di riscatto per il territorio delle aree interne dell’Abruzzo, muovendosi lungo la valorizzazione delle tradizioni millenarie, della transumanza e dell’identità storica regionale.
L’intervento di restauro, durato due anni per un valore complessivo di circa 2 milioni e 745mila euro e promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio D’Alfonso, supera «la semplice restituzione di un monumento antico» e punta a trasformare l’intera fortezza in «un grande spazio museale dedicato alla memoria archeologica». Si tratta di un luogo progettato infatti nella speranza di accogliere, in futuro, il celebre Guerriero di Capestrano, la statua simbolo della regione che oggi si trova custodita all’interno del Museo archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti.
Costruito nel XV secolo sui resti di una precedente fortificazione medievale, di cui resta ancora la torre quadrata interna, il Castello Piccolomini conserva sulla facciata lo stemma della famiglia che lo ricevette nel 1463 da re Ferdinando d’Aragona. La fortezza, con le sue torri circolari e il fossato che un tempo proteggeva il lato rivolto verso il paese, rappresentava uno snodo strategico per il controllo della transumanza e del commercio della lana. L’apertura del castello, che si è svolta ieri mattina alla presenza delle autorità, è stata presentata dall’assessore alla Cultura Roberto Santangelo, dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri e dal sindaco D’Alfonso grazie alla collaborazione tra la giunta – mediante la Fondazione Crea (Fondazione Consiglio regionale eventi) e l’assessorato alla Cultura. «Il nostro è un guerriero gentile», ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Sospiri, «una statua dai lineamenti essenziali, ma che racchiude la fierezza dell’Abruzzo e la regalità della nostra storia». E ha aggiunto: «L’obiettivo della Fondazione resta la promozione della nostra enogastronomia e viticoltura di quota, ossia di prodotti di altissima qualità, che rispondono ai cambiamenti climatici e che si adattano alle nuove tecniche dell’agricoltura sostenibile». Dopo l’introduzione del sindaco e del presidente Sospiri, sono intervenuti l’assessore regionale alla Cultura Santangelo, l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente, gli chef Marcello Spadone (La Bandiera) e Giuseppe Tinari (Villa Maiella), l’imprenditore vitivinicolo, Domenico Pasetti. Tra il pubblico anche la consigliera regionale Antonietta La Porta.
Il programma, dopo un momento iniziale dedicato ai prodotti del territorio, è proseguito con l’incontro “Custodi delle terre alte”, dedicato ai temi della sostenibilità, del territorio e dei vini d’altura; nel pomeriggio, invece, c’è stato l’intervento del Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Massimo Sericola, su “Il guerriero e la sua storia” per poi concludere con performance artistiche per valorizzare le atmosfere della transumanza.
«La centralità di Capestrano e la riscoperta del castello che viene messo a disposizione è l’occasione per parlare di quello che è l’Abruzzo del futuro», ha dichiarato l’assessore Imprudente. «Borghi autentici, castelli, storie, identità e agricoltura. L’occasione per valorizzare la tipicità dei prodotti che nelle zone interne caratterizzano un’identità forte come lo zafferano dell’Aquila, i nostri grani antichi e la viticoltura di montagna, che diventa una nuova frontiera che potrà essere di prospettiva importante non solo dal punto di vista climatico, ma anche come elemento di caratterizzazione». E conclude: «Abbiamo costruito una politica agricola basata sui giovani che vivono nelle aree montane e interne proprio perché crediamo fortemente in una ripartenza e in uno sviluppo sul territorio. E i dati dimostrano che il turismo lento e di qualità legato a questo tipo di Abruzzo sta dando dei risultati importanti».
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