Salvini: «La Lega ha i nomi per guidare l’Abruzzo»

Il ministro lancia la tre giorni tra Roccaraso e Rivisondoli con i big del partito: «Raccogliamo consensi anche nel centrosud, ormai non fa più notizia: la Lega parla a tutta Italia»
ROCCARASO. «Se dico Abruzzo a cosa penso? A una terra meravigliosa, che da anni il centrodestra governa bene, anche se non dimentico uno dei fatti di cronaca più dolorosi degli ultimi anni: Rigopiano». Ad appena qualche giorno dal nono anniversario dalla tragedia, e con il weekend della kermesse abruzzese alle porte, inizia con un ricordo – e una rivendicazione – la chiacchierata con il vicepremier Matteo Salvini. Che rivendicazione? Quella di essere riuscito «grazie alla determinazione della Lega, a dare alle famiglie delle vittime un risarcimento». Si dice «orgoglioso» di esserci riuscito, perché «niente riporterà indietro chi non ce l’ha fatta, ma almeno lo Stato ha dato un segnale». Risultati politici a parte, l’intervista con il leader del Carroccio segue i ritmi scanditi dalla vita di un ministro che è anche vicepremier: va di fretta. Tra un impegno a Porta Pia e convegno a Palazzo Madama, si fa appena in tempo a mettere sul tavolo i temi che saranno protagonisti questo fine settimana in Abruzzo.
Alla convention “Idee in movimento” è stata chiamata a raccolta l’intera squadra di governo della Lega: Valditara, Piantedosi, Giorgetti, l’ex presidente della Regione Veneto Zaia, tutti gli uomini di punta della Lega si sono dati appuntamento tra Roccaraso e Rivisondoli per avvicinare il partito ai territori. Il grande assente: il vicesegretario Roberto Vannacci. Ci sarà, però, Francesca Pascale, ex compagna di Berlusconi ed ex moglie della cantante Paola Turci, per partecipare a un panel sui diritti civili.
Salvini, qual è il motivo dietro l’assenza del generale Vannacci?
«È stato invitato ma aveva già impegni sul territorio, esattamente come altri dirigenti importanti come Fedriga o Stefani».
Intanto, tra gli ospiti c’è la Pascale, che parlerà di diritti civili. A un vostro evento. Non è una sorpresa?
«E perché? Abbiamo organizzato un grande evento che sarà una grande occasione di dibattito. Anche con idee lontane dalla nostra sensibilità».
La Lega che fu dei Padani oggi allestisce una convention con i suoi ministri qui in Abruzzo. Qualche anno fa avrebbe immaginato qualcosa del genere in una regione come questa, cerniera tra Nord e Sud?
«Da anni la Lega si è radicata stabilmente anche nel centrosud, abbiamo sfiorato il 10% alle Regionali in Calabria e nella Puglia di Conte prendiamo più voti dei 5 Stelle. Onestamente, la Lega che piace e che parla anche al resto d’Italia e non solo alle Regioni del Nord non fa più notizia».
Rimaniamo sul piano nazionale, allora. Tra i temi più caldi degli ultimi giorni c’è il decreto sicurezza. Lei spinge per una legge severa. Il ministro dell’Interno Piantedosi, sempre della Lega, ha ridimensionato la necessità del decreto dicendo che l’Italia non vive una situazione di emergenza. Chi ha ragione?
«Non siamo in emergenza, ma è giusto non abbassare la guardia e intervenire duramente per stroncare pericolose tendenze, penso alla diffusione di coltelli tra i giovanissimi che spesso sono stranieri».
Istituire le zone rosse può davvero essere una soluzione?
«In alcune zone di particolare degrado sono già previste e portano risultati. Quindi, certamente sì».
Parla di stranieri, zone rosse…Ma la sicurezza si costruisce davvero solo attraverso la creazione di nuovi reati e con leggi più severe?
«Certamente anche la prevenzione svolge un ruolo importante. Penso, per esempio, all’educazione civica che infatti la Lega ha voluto introdurre nelle scuole grazie alla determinazione del ministro Valditara».
Torniamo all’Abruzzo. Quali sono le prospettive della Lega qui? E le priorità per la Regione?
«Vogliamo confermarci alla guida della Regione, forti del buongoverno nazionale e locale. Penso solo al mio ministero: per l’Abruzzo abbiamo 4,7 miliardi di investimenti di cui 2,9 per le ferrovie e più di un miliardo per le strade. Stiamo avviando progetti e lavori attesi da decenni dopo un ingiustificabile immobilismo che ha danneggiato cittadini e imprese».
A proposito di lavori, uno dei problemi più annosi che gli automobilisti abruzzesi vivono ogni giorno sono i cantieri sulla A14. Da ministro dei Trasporti, può dare qualche certezza sui tempi?
«Siamo in costante contatto con Aspi e tutti gli altri soggetti istituzionali coinvolti, tanto da aver aperto un confronto formale al ministero per allinearci in tempo reale. Purtroppo, siamo di fronte a lavori complessi che richiedono tempi più lunghi».
Di cui, quindi, non si conosce la fine.
«Sono lavori che arrivano dopo decenni in cui non è stato fatto nulla. Per limitare i disagi vengono già attuate delle sospensioni dei cantieri durante i periodi di maggior traffico ed è stata prevista una corsia jolly per rendere più fluida la circolazione in momenti particolari».
Marsilio si avvicina alla fine del secondo mandato. Nello scacchiere del centrodestra è possibile immaginare un candidato governatore della Lega? Ha già un nome in mente?
«La Lega ha donne e uomini di valore che possono guidare la Regione, ma come sempre ne parleremo con gli alleati. Sono autonomista, e quindi aspetto che sia il territorio a esprimere una indicazione. Non deve essere una imposizione che arriva da Roma».
Il fatto di cronaca abruzzese che da mesi occupa le pagine di cronaca nazionale è quello della famiglia del bosco. Fin dall'inizio, ha difeso a spada tratta la scelta di vita di Nathan e Catherine e ha commentato negativamente l’operato di giudici e assistenti sociali. Oggi, a più di tre mesi di distanza dalla separazione della famiglia e con una perizia psichiatrica che sta per iniziare, qual è la sua posizione?
«È quella di sempre, parliamo di una famiglia che non viveva di crimini o nella violenza: la scelta di portare via i bambini mi sembra abnorme e scandalosa, anche perché la stessa attenzione non è riservata, per esempio, ai bimbi che vivono in alcuni accampamenti rom».
Pensate eventualmente a qualche riforma della giustizia minorile?
«Sì, stiamo progettando una riforma. Aggiungo che siamo in prima linea per votare sì al referendum sulla giustizia: è un passo fondamentale per rendere più equo il nostro sistema».
Starà qui in Abruzzo per due giorni. Ha in programma di incontrare il padre della famiglia del bosco?
«Per ora non è previsto ma se fosse necessario, come detto più volte, andrei sul posto per tutto il tempo necessario. La mia posizione è nota a tutti, non voglio essere invasivo».
È un sì o un no?
«Ripeto: quanto successo è stato violento e vergognoso, è stata colpita una famiglia fino ad allora tranquilla. Per quanto mi riguarda, sono a totale disposizione di mamma, papà e degli avvocati. Il trauma a cui vengono sottoposti quei bambini è disumano, traumatizzante. Uno scandalo».

