la scomparsa

Sorelline introvabili, al vaglio 300 targhe e numeri segreti

17 Giugno 2026

La Procura analizza i messaggi in codice lasciati in camera e valuta la condotta della struttura

CIVITELLA ALFEDENA

Dieci giorni di ricerche senza una risposta e una macchina organizzativa che continua a rafforzarsi nel tentativo di ritrovare Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno.

IL MISTERO DEI TELEFONI

Le attenzioni degli inquirenti si stanno concentrando nelle ultime ore su tre numeri di telefono che hanno agganciato le celle telefoniche nella vasta area dell’Alto Sangro fino a mercoledì. Dei tre contatti telefonici si è poi persa traccia. Secondo gli investigatori è molto probabile che si tratti di utenze che appartengono alle due ragazze scomparse e qualche soggetto che potrebbe averle aiutate a fuggire. È un indizio concreto che emerge a dieci giorni dalla scomparsa. Si tratterebbe di dispositivi diversi rispetto a quelli che maneggiavano all’interno della casa famiglia, che erano sotto il controllo dei gestori. I cellulari della struttura sono stati trovati, infatti, all’interno delle camere da letto della comunità educativa assieme a biglietti con messaggi in codice da decriptare. Secondo fonti interne alle forze dell’ordine, domande e risposte servivano per comunicare con la madre.

IL COLLEGAMENTO

Dopo aver sentito i primi testimoni, l’inchiesta aperta dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Stefano Iafolla è entrata nel vivo. Le attenzioni degli inquirenti si stanno concentrando, tre le altre cose, anche sul 18enne egiziano che è fidanzato con una delle due sorelle. Ai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, che si stanno occupando delle indagini, il giovane aveva riferito che le «ragazze potrebbero essere in un luogo segreto con una parente». Tuttavia si tratta di una supposizione e non di una testimonianza. Gli investigatori infatti non hanno dato seguito al momento alle dichiarazioni del giovane che potrebbe essere invece il ponte di collegamento tra le ragazze e qualche contatto esterno. Secondo gli inquirenti il 18enne non sarebbe del tutto estraneo all’allontanamento della 12enne e della 16enne. Si continua quindi ad indagare sull’abbandono e sottrazione di minori, ipotesi di reato che tiene in considerazione la posizione degli operatori della casa famiglia. Formalmente non ancora indagati.

TRE USCITE E 300 AUTO

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La sera del 6 giugno le ragazze sono uscite per ben tre volte dalla casa famiglia: al mattino per recarsi a scuola, la sera quando sono state riprese al bar e poi la notte nel momento in cui si sono allontanate. A ricostruire i movimenti sono state le telecamere di videosorveglianza installate dal Comune: sempre la sera della scomparsa, tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea sono passate ben 300 auto, ora al vaglio degli inquirenti che stanno esaminando con cura le targhe per non trascurare alcun dettaglio. «Venivamo sempre qui, prendevano un thè freddo e qualche volta giocavano a calcio. Ci siamo affezionate a loro e ai ragazzi della struttura», dichiara la titolare del bar dove sono state immortalate.

SOCCORSO ALPINO IN CAMPO

Sono una cinquantina tra volontari, vigili del fuoco e militari impegnati nelle operazioni di ricerca. Sei specialisti delle Fiamme Gialle hanno perlustrato Val di Rose e il percorso che dal bar dove le ragazze sono state immortalate dalle telecamere di videosorveglianza conduce verso il lago di Barrea, controllando anche rifugi montani e aree boschive nel tentativo di individuare qualsiasi traccia utile.

«ricerche partite tardi»

Le operazioni di ricerca, secondo il legale delle ragazzine, sarebbero partite troppo tardi. «Le ricerche delle ragazze credo siano partite con ritardo», dichiara Enrico Mastantuono, avvocato della madre, Valentina D’Acunto, «non da ultimo perché le perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni sono state effettuate soltanto mercoledì 10». E prosegue: «Inoltre, se è vero che ad Alisya è stato somministrato dagli operatori della casa famiglia un antidolorifico quella notte, è necessario accertare anche le condizioni di salute della ragazza che lo ha assunto, alla luce delle possibili controindicazioni». Il legale della madre respinge inoltre ogni ricostruzione fuorviante e si dice pronto anche a querelare leoni da tastiera e quanti si stanno sbilanciando in considerazioni affrettate.

MARCOS INATTENDIBILE

Intanto sulla scomparsa delle ragazze aleggia anche la figura del sedicente benefattore che si occupa delle ragazze vittime delle comunità che le ospitano, Achille Lauri, noto come “comandante Marcos”: un uomo con un passato legato alla criminalità organizzata campana e al centro delle cronache per la sua presunta attività di intermediario nel ritrovamento di minori scomparsi o fuggiti da case famiglia. Lauri è stato sentito dalla procura della Repubblica di Sulmona nove giorni fa, dove ha raccontato di essere impegnato a recuperare e restituire ai genitori le ragazze.