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17 giugno

17 Giugno 2026

Oggi, ma nel 1969, a Torino, poco prima dello scoccare della mezzanotte, in una imprecisata villa d’un cliente durante un festino, veniva soffocata letalmente Martine Beauregard, di 24 anni, prostituta d’alto livello, detta “La parigina”, il cui corpo senza vita, completamente nudo, veniva poi stivato su un’auto e scaricato, da ignoti che rimarranno tali, nel fosso dell’acqua piovana nel territorio di Vinovo, sempre nel torinese, sulla strada provinciale per Stupinigi, adiacente l’ippodromo. L’omicidio della “lucciola” - che in realtà di cognome faceva Ras ed era la figlia che il pittore Alberto Ras aveva avuto dalla sua relazione extraconiugale - ritenuto dagli esperti di cold-case essere stato con buona probabilità “un incidente sul lavoro”, insomma verosimilmente un gioco erotico finito male, diverrà uno dei fatti di sangue più controversi della scena criminale del Belpaese.

Nonostante la confessione di Carlo Campagna alias “Charlie Champagne” per darsi un tono da sciupafemmine, di 27, titolare di un ufficio finanziario – che il 3 gennaio 1970 ritratterà al commissario di Pubblica sicurezza Giuseppe Montesano, capo della Squadra mobile della Questura, motivando il perché delle sue rivelazioni all’essere strafatto di droga, e che il 14 dicembre sempre del ‘70 verrà prosciolto – il femminicidio della “mondana” che animava le serate degli alti dirigenti e degli industriali di rango del capoluogo piemontese, in pieno boom economico, rimarrà un giallo senza un colpevole assicurato alla giustizia (nella foto, particolare, la notizia riportata, in prima pagina, sul quotidiano torinese “La Stampa”, del 3 febbraio 1970).

Già operaia turnista, poi “colf” nelle case delle famiglie benestanti all’ombra della Mole Antonelliana, quindi trasformatasi in escort per clienti elitari, pronti a sborsare 10mila lire per averla, che portava nel suo piccolo alloggio al civico 99 di via Nizza. Stando all’autopsia che verrà effettuata da Aldo De Bernardi il cadavere presenterà anche segni d’abrasione come se fosse stato legato, notevoli bruciature di sigarette, taglietti inferti con la lametta da barba. Quasi un rituale macabro prima d’essere fatta fuori. Tutta la triste vicenda verrà rievocata nelle 144 pagine del volume di Livio Cepollina e Andrea Biscarò, che sarà intitolato “Non esiste l’amor: Martine Beauregard cantava”, che sarà pubblicato, su Amazon, nel 2024. E che idealmente proseguirà il saggio scritto da Claudio Giacchino, “L’ultima notte con Martine”, dato alle stampe da Graphot, editore della città sabauda, nel 2002.

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