Calcio

Il vice presidente Bankowski lascia il Pescara: «Dopo 17 anni giusto così, sarò sempre tifoso»

17 Giugno 2026

Il 71enne dirigente pescarese, con origini polacche e nato in Argentina: “Ho dato tanto e mi sono divertito tanto, ma ora è il momento di farsi da parte”

PESCARA. Il calcio è la sua più grande passione. Prima calciatore, poi imprenditore nel campo medico-sportivo e poi dirigente del Pescara. Gabriele Bankowski dopo più di 17 anni ha deciso di dire basta e di lasciare il Pescara e la poltrona da vice presidente. «Ho dato tanto e mi sono divertito tanto, ma ora è il momento di farsi da parte», racconta il 71enne dirigente pescarese, con origini polacche e nato in Argentina. Il nome di Bankowski da almeno 20 anni è legato al mondo del calcio abruzzese. Prima nell’Angolana di Peppe De Cecco, poi da fine 2008 nel Pescara insieme al compianto industriale della pasta. «Ricordo ancora la firma dal notaio in piazza Salotto quando insieme ad un gruppo di imprenditori abbiamo dato vita alla nuova società. Sono stati anni belli e questa cosa l’ho ribadita a Daniele Sebastiani più di una volta», continua l’imprenditore nato a Quilmes, in Argentina. «Con Sebastiani ho tuttora grandi rapporti, ma non riesco più a coniugare i vari impegni e ho deciso di uscire dalla società». Vicepresidente dal 2014, Bankowski ha vissuto da protagonista alcune delle pagine più importanti della storia recente del Delfino, dalle promozioni in serie A, fino alle sfide affrontate nelle stagioni più complesse. Sempre lontano dai riflettori, ha rappresentato un punto fermo nella gestione societaria, distinguendosi per serietà, equilibrio e attaccamento ai colori biancazzurri.

Con la sua uscita si chiude un capitolo significativo per il Pescara: «Sarò sempre tifoso e amico del Pescara, questo lo posso garantire», dice l’imprenditore titolare della Pharmapiù, tifoso anche del Boca e con la passione per Maradona (in foto): «Ho avuto il piacere e l'onore di incontrare Diego qualche anno fa a Buenos Aires, dove vado spesso perché lì vive ancora una parte della mia famiglia, e, in un'occasione in particolare, abbiamo trascorso un'intera giornata insieme. Tengo da parte, come una reliquia la sua maglia autografata», ricorda l'imprenditore e dirigente, uno dei più apprezzati e stimati del panorama calcistico abruzzese in questi anni d'impegno tra dilettanti e professionisti, portando nel Pescara anche investitori stranieri come l’uruguaiano Victor Mesa, presidente del Wanderers.