Specchio, nuovo interrogatorio mercoledì

Inchiesta appalti alla Provincia, l’ex direttore generale potrebbe decidere per il silenzio
L’AQUILA. Gli investigatori vogliono ancora interrogare, sarebbe la quarta volta, l’ex direttore generale della Provincia, Valter Angelo Specchio, arrestato per presunte irregolarità negli appalti per la ristrutturazione delle scuole nella Marsica.
Infatti la Procura ha disposto che l’ex direttore sia ascoltato il 16 gennaio per dare ulteriori precisazioni. L’interrogatorio si dovrebbe fare nel carcere di Castrogno a Teramo dove è rinchiuso da diverse settimane. Non è detto, comunque, che il sospettato, che ha sempre risposto alle domande degli investigatori, stavolta decida di fornire informazioni anche alla luce del fatto che, secondo il suo avvocato, Giulio Agnelli, la sua collaborazione non è stata apprezzata visto che dopo l’ultima audizione, quando sembrava destinato agli arresti domiciliari, gli è stata prolungata la detenzione in cella fino al 9 febbraio 2013.
Contro il prolungamento della detenzione è allo studio un appello al tribunale con poche possibilità di riuscita visto quanto finora è accaduto. Un ricorso in Cassazione per saltum non avrebbe senso per via dei tempi tecnici prolungati.
Gli atti, almeno per quanto riguarda un rivolo dell’indagine, saranno trasferiti a Campobasso. Si tratta dell’affitto da parte della Provincia di un immobile che si trova ad Avezzano che fu dato agli studenti dopo averlo ristrutturato. Questo avrebbe consentito un ingiusto arricchimento del titolare dei locali. Il fatto è che in questa specifica vicenda sono coindagati il marito e il fratello di un giudice non aquilano che lavora in uffici nel distretto di Corte d’Appello dell’Abruzzo. Il magistrato è completamente estraneo ai fatti ma la legge prevede che in vicende nelle quali sono convolti familiari di persone dell’autorità giudiziaria gli atti debbano passare ad altra Procura. Nel caso specifico si tratta della Procura di Campobasso. Tornando a Specchio, ovvero all’inchiesta madre, la Procura ritiene che egli stia inquinando le prove.
Questo deriverebbe dal fatto che la Provincia sta pagando alcune ditte che avevano svolto dei lavori per la ristrutturazione delle scuole.
Secondo gli inquirenti si tratta di un segnale importante in tal senso ma la difesa ritiene che si tratti di una tesi che non sta in piedi.
Infatti, secondo quanto sostenuto dal suo avvocato, è impossibile che Specchio, dal carcere, possa continuare a influire sulle scelte dell’amministrazione provinciale dopo essere stato sostituito e senza avere più alcun potere. Inoltre, si chiede la difesa come egli possa, dal carcere, far arrivare ipotetiche direttive ai suoi ex collaboratori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

