Caramanico, i curatori delle terme fallite: «Valuteremo l’offerta migliore»

28 Febbraio 2026

L’interesse dei colossi del settore, Pomponio e Del Torto: «Al vaglio proposte congrue»

CARAMANICO TERME. Un’offerta per l’acquisto delle terme di Caramanico è arrivata già alla curatela fallimentare; altre potrebbero essere depositate a stretto giro. E se accadesse i curatori Michele Pomponio e Carlo Del Torto sarebbero «pronti a valutare ogni ulteriore proposta che sia presentata in maniera rituale e, soprattutto, economicamente congrua e adeguata alla necessità di perseguire il preminente interesse della migliore soddisfazione dei creditori». La scalata alle terme è aperta e, alla fine, vincerà chi mette più soldi sul piatto.

Le terme di Caramanico sono chiuse da 6 anni, da quando il peso insostenibile di un decennio di conti in rosso ha schiacciato ogni velleità di rilancio: il 14 ottobre del 2021, il tribunale di Pescara, con una sentenza del giudice Elio Bongrazio, ha dichiarato il fallimento della Società delle Terme srl, guidata dalla famiglia Masci, per un passivo di 25 milioni di euro. Un buco con le banche, gli enti di previdenza, i fornitori e centinaia di dipendenti, tutti uniti dallo stesso destino di essere rimasti senza soldi.

Da allora, la crisi delle terme ha travolto il paese e il suo circondario: a Caramanico hanno chiuso 7 alberghi e 25 negozi, centinaia sono i posti di lavoro cancellati, tanti residenti se ne sono andati a cercare un impiego altrove e il Comune, in attesa di oltre due milioni che nessuno ha mai versato, è stato costretto a dichiarare il predissesto che porterà un aumento delle tasse e un taglio ai servizi.

Le terme sono al centro di una vendita giudiziaria ma, in 8 aste, nessuno si è fatto avanti per acquistare i due lotti, il primo con il complesso termale e l’albergo Maiella – il valore è crollato a meno 3,8 milioni – e il secondo con il centro benessere La Reserve – sceso a meno di 5 milioni. Adesso, le terme che cadono a pezzi tornano al centro degli interessi: uno scontro tra imprese. E, in una lettera, la curatela riafferma il suo obiettivo dichiarato: «Addivenire, nel più breve tempo, alla riapertura delle Terme di Caramanico con la collocazione delle strutture e degli impianti connessi alle attività turistico-terapeutiche». Negli ultimi giorni, sono almeno tre le proposte in discussione: il primo gruppo uscito allo scoperto con un’offerta ufficiale è quello che gestisce le terme di Popoli: la società Terme Inn Popoli ha offerto 1,2 milioni di euro, fuori asta, per il lotto 1, cioè il complesso termale al centro di Caramanico con l’albergo Maiella. Lo stesso gruppo ha annunciato che potrebbe avviare un investimento di 5 milioni di euro per riaprire le terme. Il secondo soggetto in corsa è l’Aca, l’azienda pubblica dell’acqua a Pescara e in altri 71 comuni, compresi Chieti e Silvi: l’Aca non ha ancora avanzato un’offerta ma il cda, dopo aver ottenuto un cambio di statuto per inserire tra le attività anche la gestione di un centro termale, ha deciso che ci si potrebbe spingere fino a 2,5 milioni, sempre per il lotto 1.

Poi è arrivata una cordata che mette insieme i colossi del termalismo nazionale: la società Terme di Torre Canne srl, in Puglia, ha chiesto all’Areacom di spostare in avanti la scadenza del bando per le acque fissata al 27 febbraio, una richiesta accettata con il rinvio al 24 aprile. Del progetto di Torre Canne fa parte anche la società Terme & Spa Italia che detiene le terme di Saturnia, Chianciano e Milano. In una nota firmata dall’amministratore unico della società Torre Canne, Silvio Maresca, si parla di un investimento da 15 milioni che potrebbe coinvolgere il lotto 1 e anche il lotto 2 del centro benessere a 4 stelle. «La curatela, nel ribadire il proprio ruolo e le proprie determinazioni, assunte in conformità a disposizioni procedurali non derogabili, conferma di aver ricevuto un’offerta», recita la nota di Pomponio e Del Torto, «e si augura che le ulteriori intenzioni espresse pubblicamente da altri operatori, si possano concretizzare in tempi brevi».

Su questo rinnovato interesse dopo gli anni di oblio, i due curatori dicono: «La curatela apprende con soddisfazione quanto pubblicato dagli organi di stampa circa il crescente interesse manifestato da diversi gruppi privati e da cordate pubbliche, e prende atto della decisione di AreaCom di differire al 24 aprile la scadenza del bando per la concessione ventennale delle sorgenti anche al fine di favorire la più ampia partecipazione».

Quella in programma tra due mesi è una scadenza importante: fino al 24 aprile è possibile presentare le offerte per aggiudicarsi la concessione delle acque termali di Caramanico per vent’anni. Ma è un passaggio fondamentale e intrecciato alla vendita degli immobili perché le terme non potrebbero esistere senza le acque termali e le acque termali, senza stabilimenti, sarebbero inutili. E allora la trattativa per l’acquisto degli immobili potrebbe chiudersi, fuori asta, prima del 24 aprile così il gruppo interessato potrebbe presentarsi al bando da 248mila per le sorgenti con un diritto di prelazione da giocarsi.

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