Pescara, ora il sindaco pensa alla giunta: Fratelli d’Italia blinda già i nomi

23 Marzo 2026

I meloniani decidono le prime due quote rosa. Resta il nodo di FI. Antonelli verso la presidenza. Croce avanza, rischiano Pignoli e Seccia. Incognita per l’ingresso di Mascia

PESCARA. Vanno nominati gli assessori. Con la proclamazione, a tratti commovente, del sindaco Carlo Masci e degli eletti in Consiglio sono automaticamente decadute le cariche. Fino a oggi pomeriggio, però, il centrodestra pescarese ha in mente il voto per il “Sì”, deciso a incassare un’altra vittoria dopo quella ottenuta con la ripetizione del voto in 23 sezioni su 170. «Prima il referendum e poi la giunta», si lascia sfuggire il deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa al termine della cerimonia in sala consiliare.

«I referenti dei partiti di maggioranza si confronteranno con il sindaco nei prossimi giorni, a partire da martedì. FdI punta a riconfermare gli assessori uscenti, che hanno lavorato bene sul territorio». Testa non dice più di tanto, ma nel giorno della proclamazione ufficiale è la stessa sala consiliare a suggerire, attraverso gli sguardi e gli atteggiamenti di chi la occupa, quali potrebbero essere i protagonisti di questo terzo mandato firmato Masci.

Nella Lega non ci sono dubbi: l’assessore sarà l’uscente Adelchi Sulpizio (753 voti). Le posizioni da occupare sono in tutto dieci: nove assessori più il presidente del consiglio comunale. In Fratelli d’Italia, che in quest’ultima tornata elettorale cede il primato agli azzurri, sembra che i nodi siano già stati sciolti. La scelta spetta al primo cittadino, ma il partito sembra aver già trovato la quadra: Gianni Santilli (924 preferenze), Alfredo Cremonese (922), Zaira Zamparelli (754) e Giuseppina D’Angelo (560). Avrebbe fatto un passo indietro, nonostante i suoi 1.200 voti, Cristian Orta.

Meno scontata la formazione targata Forza Italia, primo partito della città, che ora conta otto consiglieri. Durante il discorso di Masci i coordinatori (regionale e provinciale), Nazario Pagano e Lorenzo Sospiri sono seduti in prima fila (lato porta d’ingresso), ma poco dopo gli abbracci e le foto di rito abbandonano l’aula e Palazzo di Città. All’indomani dell’esito del voto, Sospiri ha detto chiaramente che «la decisione della squadra spetta al sindaco, scelto dai cittadini di Pescara per la terza volta». Poi, commentando il risultato raggiunto da Forza Italia (18.56%), ha lodato il lavoro dei candidati (forti nei seggi interessati dalle elezioni bis), proprio come il consigliere Claudio Croce (956 preferenze). Un assessorato toccherebbe a lui.

Tra le donne, in campo ci sono Valeria Toppetti (932 voti) e Patrizia Martelli (927), mentre Marcello Antonelli (1.017 voti) potrebbe salire in cattedra e tornare a essere (come nel primo mandato Masci) presidente del consiglio comunale. Per una questione di equilibri interni, quindi, l’ex vicesindaco Maria Rita Carota rischia di non diventare assessore. La quinta posizione, a questo punto, potrebbe essere ricoperta da Luigi Albore Mascia, ex sindaco da 724 preferenze, eletto nella lista di Pescara Futura, vicina a FI e allo stesso sindaco.

Forte della sua esperienza da amministratore, Mascia rivendica un posto in giunta. A questo punto restano fuori Massimiliano Pignoli (1.136 preferenze), ieri assente, ed Eugenio Seccia (787), ex assessore al Bilancio. Dopo la cerimonia, in un video pubblicato sui social quest’ultimo ha ricordato i risultati raggiunti, come «la restituzione della restante parte dei 33 milioni di prestito che il Comune ha dovuto rimborsare negli ultimi 10 anni per 1 milione 923mila euro». Un messaggio rivolto ai cittadini, ma forse anche a chi, da qui ai prossimi giorni, dovrà sciogliere il nodo giunta.

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