Nuova Pescara, c’è l’emendamento. Sospiri: «Si farà il 1° febbraio 2029»

25 Settembre 2026

Il presidente del consiglio regionale scrive la proroga di 2 anni e nomina un coordinatore della fusione. E chi frena il processo rischia il richiamo. Il peso politico del voto sarà commisurato alla popolazione

PESCARA. «Le parole “1° gennaio 2027” sono sostituite con le seguenti: “1° febbraio 2029”». È questa la nuova data della nascita della Nuova Pescara decisa da chi la Nuova Pescara l’ha fatta legge. Porta infatti la firma del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia, padre della legge regionale 13/2023, l’emendamento che proroga di due anni la fusione, progetto unico in Italia che accorpa i Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano in un unico da quasi 200mila cittadini. Ieri Sospiri non solo ha messo la data nero su bianco, ma nell’emendamento ha fissato anche le tappe della fusione. A partire dalla nomina decisa «dal presidente della giunta regionale, d’intesa con il presidente del consiglio regionale» del coordinatore dell’Ufficio di fusione, una sorta di “regista con super poteri” che fissa le tappe vincolanti per unificare i tre Comuni.

E se la burocrazia rallenta, il coordinatore subentra direttamente per far avanzare la Nuova Pescara. Per Sospiri la fusione si farà a febbraio 2029. Dunque, nell’anno in cui gli abruzzesi tornano al voto per le regionali. Una data che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale in programma il 30 settembre e del presidente Marco Marsilio, la cui intenzione era quella sì di fare la fusione entro la sua consiliatura, ma più orientato alla proroga di un solo anno. Per Sospiri ce ne vogliono invece due di anni: «Il piano di fusione è adottato dall’Ufficio comune di fusione entro il 30 novembre 2028 e approvato dall’Assemblea costitutiva entro e non oltre il 31 dicembre 2028».

L’ufficio di fusione Un gioco di date che si sostituiscono e prorogano la fusione al 2029. Ma non solo: il cuore dell’emendamento “sospiriano” è contenuto nell’aggiunta all’articolo 1 della legge regionale 13. L’articolo 1-bis cala tutte le disposizioni secondo cui è possibile il completamento del processo di fusione, sempre tenendo conto, scrive Sospiri, «dei principi di continuità, efficacia e qualità dei servizi erogati ai cittadini». Dunque, l’Ufficio di fusione deve essere composto da un coordinatore, scelto da Marsilio, «d’intesa» con Sospiri; segretari comunali e direttori generali nominati dai Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore; personale dipendente dei tre enti locali partecipanti e della Regione Abruzzo.

Se dagli errori si impara, Sospiri pensa a quelli che potrebbero di nuovo accadere: nell’emendamento il richiamo a chi ne fa. «In caso di accertamenti di gravi ritardi, inadempimenti o dinieghi da parte degli organi di indirizzo politico-amministrativo dei Comuni» che possano compromettere la fusione («il rispetto dei termini e il conseguimento degli obiettivi»), l’Ufficio di fusione è tenuto a segnalarlo a Marsilio e Sospiri. Sospiri pensa anche alla «reale rappresentatività demografica e territoriale dei Comuni»: tre pesi e tre misure per gli enti che hanno popolazioni e grandezze diverse. A ciascun componente dell’assemblea costitutiva «è attribuito un voto ponderato in proporzione alla popolazione residente, come risultante dall’ultimo censimento della estensione territoriale del Comune di appartenenza», scrive Sospiri.

Consegnato l’emendamento che verrà discusso e votato alla prossima seduta di Consiglio regionale, primo a dire la sua è il deputato Pd Luciano D’Alfonso, governatore dal 2013 al 2018. Per D’Alfonso il 2029 è «una data tanto improbabile quanto improponibile». L’ex presidente della Regione denuncia la mancanza di una vera visione e la nascita dell'ennesima «cabina di regia con il solito elenco di dipendenti» al posto di un’idea di sviluppo concreta per la nascente metropoli. «Nuova Pescara non ha bisogno di uffici unificati, ha bisogno di idee», incalza D'Alfonso, ricordando il pericolo per le risorse economiche già stanziate: «Ci sono 105 milioni di euro che ho fatto legiferare io e che rischiano di scadere». Di fronte a quella che definisce «una soluzione pilatesca», la promessa è una sola: «Opporremo la capacità lungimirante di chi sa ideare e realizzare, prendendo per mano una Nuova Pescara che altri hanno spinto alla deriva».

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