«Ora serve una commissione d’indagine»

23 Agosto 2015

L’ex assessore Fiorilli sollecita l’istituzione di un gruppo di lavoro per verificare l’operato del sindaco

PESCARA. L’ex vice sindaco e assessore nella precedente giunta di centrodestra Berardino Fiorilli sollecita il Comune al fine di istituire una commissione speciale d’indagine per esaminare il comportamento del sindaco in merito alla questione del mare sporco. «L'emergenza balneazione sulla riviera nord», dice, «è tutt’altro che finita. A oggi nessuno sa cosa stia accadendo sulla rete fognaria provvisoria, di 60 centimetri di diametro, in via Raiale, in seguito all'ondata di maltempo, che ha causato brevi, ma violenti nubifragi». «Nessuno sa», prosegue, «se gli improvvisi apporti d'acqua stiano causando ulteriori sversamenti nel fosso Cavone, e, quindi, nel fiume e nel mare, visto che, come ammesso anche dall’Aca, la vecchia condotta non può sopportare la stessa portata di liquami della condotta da 1.100 centimetri di diametro. I cittadini non possono continuare a navigare nel buio».

Per tale ragione l’ex assessore, ora responsabile dell'associazione Pescara mi piace, chiede che venga istituita «formalmente in Comune una commissione speciale d'indagine, la cui presidenza venga ovviamente affidata a un consigliere di opposizione, che raccolga tutti i dati disponibili al fine di indagare sull'operato del sindaco Alessandrini». Forti critiche, invece, sono giunte dal Nuovo centrodestra. «Mentre da un lato il sindaco Marco Alessandrini non disdegna di trascorrere le proprie vacanze ben lontano da Pescara perdendosi nella lettura dell’«Elogio dell’ozio», di Bertrand Russel», dicono in una nota i consiglieri Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore, «dall'altro, c’è una città allo sbando, nella quale i cittadini non percepiscono più la presenza di una guida cui dare fiducia e da cui ricevere sostegno». Gli esponenti di Ncd vanno avanti con un elenco delle cose che, a loro dire, non vanno: «La rottura della conduttura di via Raiale; lo sversamento nel mare di più di 30.000 metri cubi di liquami; l'utilizzo di oltre 600.000 litri di disinfettante Oxystrong; i rilievi dell'Arta che ripetutamente hanno sottolineato la presenza in mare di valori batteriologici molto al di sopra dei limiti consentiti dalla legge; il divieto di balneazione di Fosso Pretaro al confine con il Comune di Francavilla». E poi ancora: «Le patologie, documentate e certificate, tuttora subite dai cittadini e dai bambini di Pescara; il danno economico al settore turistico-alberghiero e agli stabilimenti balneari; la totale assenza di adeguata e preventiva informazione dell’opinione pubblica».

«Per tale motivo», concludono, «interessiamo il Parlamento e gli organi istituzionali dei gravi problemi che attanagliano i cittadini al fine di superare questa impasse. Altrimenti tutti a casa».

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