Pdl: Cordoma candidato o primarie

Il sindaco: i processi non decidono, dirò sì se avrò concluso il programma
MONTESILVANO. Non saranno i processi a pesare su una possibile ricandidatura alle amministrative del sindaco Pasquale Cordoma: «Sarà decisivo invece», dice il primo cittadino, «l'aver portato a termine gli impegni presi con i miei elettori». L'ipotesi di un Cordoma bis non è però scontata nel centrodestra. Il capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Luigi Marchegiani, ricorda che «è necessaria l'intesa del partito così come della coalizione». Intanto nel centrosinistra l'Idv e il Pd trovano l'intesa sulle primarie.
«Mi ripresenterò», afferma Cordoma, «solo se potrò farlo a testa alta, portando a termine tutti i punti del programma di governo». Il primo cittadino non è preoccupato dai procedimenti giudiziarie pendenti, alcuni dei quali arriveranno a sentenza prima delle elezioni. «Ben vengano le sentenze», sostiene, «così potrò chiarire definitivamente la mia posizione». Marchegiani ricorda che la ricandidatura dovrà comunque ottenere il nulla osta del partito: «Entro novembre ci sarà il congresso provinciale e il nuovo segretario avrà l'ultima parola a riguardo».
In caso di una rinuncia di Cordoma, il Pdl ha un piano B: le primarie. «In questo caso», afferma Marchegiani, «è auspicabile un rinnovamento: più che di nomi, di progetti politici». E non esclude la possibilità di una sua candidatura.
Proprio sulle primarie, ma del centrosinistra, il Pd e l'Idv hanno ritrovato l'intesa perduta. I due alleati si sono scontrati, in questa settimana, sul calendario di organizzazione delle primarie, slittato dopo la decisione del Pd di annullare l'incontro per la ratifica del regolamento. «Ringrazio il vice segretario regionale del Pd Gianluca Fusilli per aver messo i paletti temporali allo svolgimento delle primarie», afferma Camillo Chiarieri, del circolo cittadino dell'Italia dei Valori cittadino, «fissandole entro la metà di dicembre. Personalmente credo che la data del quattro, già proposta, resti l'ideale. Non abbiamo avuto difficoltà a concedere tempo agli alleati, perché sappiamo il duro lavoro necessario ad allestire un progetto credibile di governo alternativo all'attuale amministrazione. Ma non siamo disposti a concederne», avverte, «a chi è preoccupato di non riuscire a ingabbiare le primarie dentro un risultato scontato». Per Corrado Di Sante, della Federazione della Sinistra «Questi litigi dimostrano che si tratta di primarie truffa, per lanciare in pista i soliti noti».
«Mi ripresenterò», afferma Cordoma, «solo se potrò farlo a testa alta, portando a termine tutti i punti del programma di governo». Il primo cittadino non è preoccupato dai procedimenti giudiziarie pendenti, alcuni dei quali arriveranno a sentenza prima delle elezioni. «Ben vengano le sentenze», sostiene, «così potrò chiarire definitivamente la mia posizione». Marchegiani ricorda che la ricandidatura dovrà comunque ottenere il nulla osta del partito: «Entro novembre ci sarà il congresso provinciale e il nuovo segretario avrà l'ultima parola a riguardo».
In caso di una rinuncia di Cordoma, il Pdl ha un piano B: le primarie. «In questo caso», afferma Marchegiani, «è auspicabile un rinnovamento: più che di nomi, di progetti politici». E non esclude la possibilità di una sua candidatura.
Proprio sulle primarie, ma del centrosinistra, il Pd e l'Idv hanno ritrovato l'intesa perduta. I due alleati si sono scontrati, in questa settimana, sul calendario di organizzazione delle primarie, slittato dopo la decisione del Pd di annullare l'incontro per la ratifica del regolamento. «Ringrazio il vice segretario regionale del Pd Gianluca Fusilli per aver messo i paletti temporali allo svolgimento delle primarie», afferma Camillo Chiarieri, del circolo cittadino dell'Italia dei Valori cittadino, «fissandole entro la metà di dicembre. Personalmente credo che la data del quattro, già proposta, resti l'ideale. Non abbiamo avuto difficoltà a concedere tempo agli alleati, perché sappiamo il duro lavoro necessario ad allestire un progetto credibile di governo alternativo all'attuale amministrazione. Ma non siamo disposti a concederne», avverte, «a chi è preoccupato di non riuscire a ingabbiare le primarie dentro un risultato scontato». Per Corrado Di Sante, della Federazione della Sinistra «Questi litigi dimostrano che si tratta di primarie truffa, per lanciare in pista i soliti noti».
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