Pescara

Pescara. Picchiato dal figlio, muore dopo 16 giorni

25 Marzo 2026

Non ce l’ha fatta Romolo Luciani, 86 anni, in Rianimazione dopo le botte. Ora per Ettore l’accusa è omicidio preterintenzionale

PESCARA.

Un rapporto padre-figlio logorato dalla malattia, dalla fatica quotidiana e da un equilibrio sempre più fragile, fino a spezzarsi nel modo più tragico. Troppo gravi le condizioni di salute di Romolo Luciano, lo storico gioielliere di 86 anni malmenato con calci e pugni dal figlio Ettore che lo accudiva da anni.

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Ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santo Spirito, l’anziano non ce l’ha fatta: troppo gravi le conseguenze dell’aggressione, aggravate da un quadro clinico già compromesso. Un colpo per la storica gioielleria di via Mazzarino, a Porta Nuova, gestita dal figlio Ettore dopo che proprio papà Romolo gliel’aveva lasciata nelle sue mani. Ma il rapporto tra i due si era incrinato da tempo, soprattutto dopo la morte della moglie per via di un brutto male che ha lasciato Ettore assistere da solo il padre e le sue difficoltà. Un carico diventato insostenibile, fino a trasformarsi – secondo le accuse – in violenza consumata in casa. Con la morte di Romolo, cambia ora lo scenario giudiziario: da lesioni aggravate si fa strada l’ipotesi di omicidio preterintenzionale.

L’EPISODIO  Ettore, descritto da conoscenti e clienti come una persona gentile e disponibile, viveva con il padre e lo assisteva quotidianamente. Le condizioni dell’86enne, sempre più compromesse, lo avevano portato a non essere autosufficiente per la gran parte delle faccende. Un sormontare di bisogni che però avrebbero esasperato Ettore, la cui situazione era ben nota anche a chi frequentava la gioielleria, punto di riferimento del quartiere. La sera dell’8 marzo, dopo le consuete cure, dalla pulizia personale al cambio delle lenzuola, qualcosa si sarebbe spezzato: l’uomo avrebbe perso il controllo, colpendo il padre con calci e pugni. Subito dopo, resosi conto della gravità, sarebbe stato lui stesso a lanciare l’allarme, chiamando il 118. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Pescara.

LE INDAGINI  Le condizioni di Romolo erano apparse disperate fin dal ricovero: trasportato in codice rosso, è rimasto per giorni tra la vita e la morte fino al decesso, avvenuto nella notte. La dinamica resta però al centro dell’inchiesta. Le prime indagini hanno portato agli arresti domiciliari Ettore, inizialmente accusato di lesioni aggravate. Ora, con il decesso del padre, la sua posizione cambia: gli inquirenti stanno valutando il passaggio all’accusa di omicidio preterintenzionale, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto. La difesa del 59enne sostiene che il figlio avrebbe colpito il padre con uno schiaffo, escludendo calci e pugni. Sarà l’autopsia in programma domani e affidata al medico legale Cristian D’Ovidio, a chiarire le cause della morte e il possibile legame con le patologie pregresse. L’uomo ha già fornito la sua versione dei fatti durante l’incidente probatorio davanti al gip Anna Fortieri. Il fascicolo è nelle mani del pm Benedetta Salvatore. Dopo l’autopsia, sarà fissata la data dei funerali.