Sebastiani rilancia il Pescara: «Insigne? Una sorpresa, sta dando anima e cuore. Con 12-13 punti ce la faremo»

Il presidente del Pescara fa il punto dopo la sconfitta di Empoli: “In Toscana abbiamo disputato una super partita, peccato per l’espulsione”
PESCARA. Il traguardo salvezza è tornato distante 5 punti dopo la sconfitta di Empoli, ma gli aspetti positivi che si porta a casa il Pescara sono due. I play out sono rimasti a due lunghezze e, nonostante l’uomo in meno per 80 minuti, i biancazzurri hanno seriamente spaventato i toscani. A mente fredda dopo il ko al Castellani ha parlato Daniele Sebastiani.
Presidente, che Pescara è stato domenica scorsa?
«Ho visto una grande partita del Pescara dopo che siamo rimasti in 10. Abbiamo recuperato in maniera brillante e potevamo anche vincere. Poi abbiamo preso un gol da polli. Quello causato da Letizia non voglio neanche considerarlo. Ho visto un grande Pescara e sono molto, molto fiducioso».
Sebastiani, quanto crede nella salvezza?
«Ci credo al 100%. Quando torneranno i ragazzi mercoledì (domenica non si gioca per la sosta delle Nazionali, ndc) andrò a dire che non devono abbattersi e che non ci fa paura nessuno».
L’episodio dell’espulsione è stato determinante. Rivedendo le immagini l’intervento di Acampora era da rosso. È d’accordo?
«Rivedendola al Var il fallo c’è. Quello che mi chiedo è che il giocatore in corsa cosa deve fare? È un problema di interpretazione. L’espulsione ci può stare. A velocità normale è andato con la gamba per prendere il pallone. Poi si è scontrato con l’avversario. Ma mica poteva sparire. Però al Var l’espulsione c’è. L’unica cosa che mi chiedo è che a noi spesso queste cose non succedono. Ad esempio a Frosinone è stato dato rigore e espulsione contro di noi. Ma non è stato rivisto l’intervento sul pallone? Occorrerebbe un’uniformità di giudizio sul Var. Altrimenti, è meglio se torniamo come prima quando si discuteva. Tanto oggi si protesta lo stesso se non di più».
Dopo la sosta, il 6 aprile, ci sarà determinante la sfida di Reggio Emilia. È d’accordo?
«Sarà importante, ci mancherebbe altro. Abbiamo sei partite e ci sono 18 punti. È la prima di sei finali e quindi è fondamentale. Anche se, per assurdo, se mi dicessero perdi quella partita e poi vinci le ultime 5 firmerei subito».
Quanti punti servono su 18 disponibili?
«Per me ne servono 12/13 per la salvezza diretta perché ci sono anche per gli avversari partite importanti e scontri diretti».
Com’è la situazione degli infortunati?
«Tsadjout è pronto e contro la Reggiana ci sarà. Potrebbe tornare in gruppo presto anche Merola. Stesso discorso per Graziani. Faraoni sta già correndo e spero ci sia anche lui. Per Lamine Fanne invece bisogna capire. Più probabile per la Samp in casa perché sta risolvendo un problema alla caviglia. Desplanches? Potrebbe anche tornare per le ultime tre gare di campionato».
Come valuta Insigne?
«Mi sta sorprendendo alla grande. Lo conosco come pochi, sta dando anima e cuore. È il leader della squadra. Ci sta mettendo tutto quello che ha per arrivare alla salvezza. E come lui tutti gli altri giocatori».
Altare è pronto? A Frosinone ha dimostrato di si.
«Questo lo decide il mister. Capellini e Bettella fino ad ora hanno fatto benissimo. È vero che Altare è un giocatore importante ma è una decisione che spetta solo al mister».
Sebastiani, c’è chi la critica perché ha costruito tardi una squadra competitiva.
«Insigne e Brugman prima non si potevano prendere. Idem Bettella. Criticatemi pure, ma io penso che anche senza questi rinforzi nel girone di andata ci sono stati tolti 4/5 punti per gravi errori arbitrali. Ma sono sicuro che ce la faremo lo stesso».
Si sente parlare poco del ds Foggia. Lei che pensa?
«Non sono contento, di più. Lo scorso anno è entrato con un allenatore non scelto da lui ed è stato semplicemente perfetto costruendo un rapporto splendido. E gli faccio i complimenti per come conosce il calcio. Acampora? Aveva paura che potessero criticarlo perché arrivava da Benevento. Mi sono imposto io. Mi auguro solo che possa continuare con noi. Non capisco come Pasquale non abbia avuto una squadra fino allo scorso anno. Ma sappiamo che non esiste meritocrazia».
A Empoli è stato brutto vedere il settore ospiti chiuso.
«Ho un dispiacere: non avere il pubblico al seguito. E questa cosa non mi trova d’accordo. Un’intera città non può pagare per uno che sbaglia. Ai tifosi posso solo dire di fare come sanno fare bene a incitare la squadra. Sono i migliori. Ma le bombe carta lasciamole fuori. Tanto poi la punizione è automatica».
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