Ristoratore accoltellato e ferito all’addome nel suo locale, paura a Pescara

25 Gennaio 2026

Finisce in pronto soccorso Massimiliano Di Cesare, titolare della Barcaccia con il padre e il fratello. Bloccato poco dopo il responsabile

PESCARA. Momenti di tensione davanti al ristorante “La Barcaccia” di piazza Primo Maggio, dove uno dei titolari, Massimiliano Di Cesare, è stato colpito all’addome con un coltellino, finendo poi in ospedale. È rimasto ferito, ma fortunatamente non in maniera grave. È accaduto ieri sera, quando intorno alle 20 un uomo, extracomunitario sui 35 anni, ha cercato di varcare l’ingresso del locale, ma senza riuscirvi, in quanto bloccato dal titolare. E a quel punto la situazione è precipitata.

A raccontare come è andata, ancora piuttosto scosso per quanto accaduto, è il fratello di Massimiliano, Mirko Di Cesare: «Un tizio, in evidente stato di alterazione, ha cercato di varcare l’ingresso del nostro ristorante, seguendo un cliente. Mio padre, però, gli dice di restare fuori, ma lui non accetta la risposta negativa e comincia ad alzare le mani contro di lui. Poi, sinceramente, non ricordo bene cosa è accaduto. Mio fratello gli ha detto qualcosa, preoccupato per nostro padre. Siamo usciti tutti fuori e a un certo punto ho notato il sangue. Massimiliano era stato colpito all’addome. Abbiamo contattato il 118 e così mio fratello è stato trasportato al pronto soccorso. Poi abbiamo chiamato la polizia e l’uomo è stato intercettato nei paraggi». Bloccato dagli agenti della squadra volante, è stato portato in Questura. Successivamente è finito in ospedale anche lui, per problemi respiratori dovuti presumibilmente all’abuso di sostanze o alcol.

A precedere l’aggressore all’ingresso del locale è stato l’imprenditore balneare Domenico Pagliari, del lido Apollo, che racconta: «Sono arrivato insieme con mia moglie per cenare nel locale e un uomo, completamente ubriaco, ci ha seguito. Era dietro di me e ha cercato di intrufolarsi. Il titolare, però, gli ha ordinato di andare via. Ma il tizio non ha esitato ad alzare le mani. A quel punto Massimiliano gli ha detto di fermarsi. Aveva paura per il padre. Siamo usciti tutti fuori, ad eccezione di mia moglie e di altre persone presenti nel ristorante. Intimorite da quanto stava succedendo, hanno chiuso la porta e sono rimaste all’interno paralizzate. L’uomo, credo di circa 35 o al massimo 40 anni, era completamente fuori di sé. Ha tirato fuori un coltellino e ha colpito Massimiliano».

Poi continua: «Ho visto bene la scena. Non è stato facile mantenere la calma, ma cosa potevamo fare? Eravamo nella parte esterna del locale, sotto la tettoia e a un certo punto l’aggressore ha afferrato un tavolo, una sedia e poi anche il fungo che si utilizza per riscaldare gli ambienti, cominciando a colpire violentemente la porta d’ingresso. Non ricordo esattamente quando si è fermato. La polizia è arrivata al momento giusto, ha raccolto le testimonianze e, fortunatamente l’uomo è stato intercettato e fermato poco dopo. Era comunque rimasto nei paraggi».

E l’episodio di ieri sera torna a sollevare il problema sicurezza in centro. Gli esercenti e i cittadini della zona chiedono una maggiore attenzione e controlli costanti da parte delle forze dell’ordine. «Siamo ormai alla follia», dice il titolare di “Trieste”, Riccardo Ciferni, arrivato alla Barcaccia poco dopo l’accaduto. «Non ho assistito alla scena», dice, «ma episodi simili si verificano ormai troppo spesso nelle aree centrali. Servono interventi immediati».

@RIPRODUZIONE RISERVATA