Tariffe dei parcheggi a Pescara, Masci al Centro: «Ecco perché ho cambiato»

19 Novembre 2025

La lunga notte del sindaco, che spiega: «Stavano circolando troppe false notizie. Influenza del centrodestra? Sì, li ho ascoltati, ma alla fine la decisione è la mia»

PESCARA. «Ascolto tutti, ma il sindaco alla fine decide». Il primo cittadino Carlo Masci parla con il Centro quando è quasi sera: «Mille cose da fare, impegni e riunioni, la giornata di un sindaco è così». Ma il tempo per la stampa lo riserva, soprattutto per mettere ben in chiaro cosa è accaduto in queste ore e cosa lo ha portato a ripensare agli aumenti sulle strisce blu che scatteranno dal 7 gennaio 2026, non più dal 1° dicembre.

Sindaco, come mai questo ripensamento?

«Stavano passando messaggi fuorvianti, in alcuni casi falsi e incomprensibili che danneggiavano la città nel periodo natalizio. E poi alla fine tutta questa confusione riguardava 1,5 euro giornaliero di aumento nell’area di risulta e aree limitrofe. Il resto delle tariffe è rimasto invariato».

Che notizie giravano?

«Molti pensavano che avevamo aumentato i parcheggi orari a 4 euro. E me lo hanno detto anche persone autorevolissime e amici commercianti. Così ho capito che molti non conoscono le tariffe dei parcheggi di Pescara, tra le più basse d’Italia. Quindi, dovremo far fare a Pescara Multiservice un’attività capillare di informazione insieme alle associazioni di categoria».

E queste valutazioni non potevano essere fatte prima?

«Ma non sapevo che ci sarebbe stata questa reazione che metteva in circolo delle tossine che fanno male alla città: mi sono reso conto che i provvedimenti, anche quelli che parlavano, non li avevano neppure letti. A partire da molti commercianti».

Non si aspettava questa reazione.

«Ogni volta che c’è un aumento è normale una reazione del genere, tutti vogliono pagare meno. Ma il sindaco ha l'onere di trovare il punto di equilibrio tra le necessità della comunità pescarese, i costi che aumentano e tenere i conti a posto».

Alla delibera avete lavorato da settembre, il 7 novembre il voto per farla entrare in vigore a ridosso del Natale. Perché?

«Abbiamo lavorato alla delibera per mesi, poi cercato con la maggioranza punti di convergenza arrivati adesso. Abbiamo lasciato un margine di tempo prima dell’entrata in vigore per poter sedimentare la cosa, farla capire e discutere».

Con l'uscita dal predissesto la città si aspettava una situazione diversa, ma siamo difronte ad una politica di rialzi.

«No, nessuna politica di rialzi. Lavoriamo affinché ci sia sempre una possibilità di ribassi, ma dobbiamo tenere conto delle dinamiche italiane. Se tutto rimane immutato vuol dire che i soldi che dobbiamo pagare per i servizi li deve pagare la comunità pescarese come tasse: noi questo non lo vogliamo».

In questi giorni ha sentito le pressioni dei vertici del centrodestra?

«No, non sento mai le pressioni del centrodestra perché con loro ho un rapporto eccezionale. Ci ragioniamo, mi danno consigli ma mi dicono: la decisione è la tua. Fare il sindaco vuol dire decidere ascoltando tutti, ma conoscendo le dinamiche totali. Prima di decidere sono andato dal dirigente del settore finanziario per chiedere se dovessi fare un'operazione del genere, come andavano i conti. Lui mi ha detto che non comportava particolari situazioni finanziarie e di stare tranquillo».

E quanto tempo ci ha messo per ripensarci?

«Non sette minuti (ride). Ci ho pensato ieri sera, la notte e stamattina ho chiuso tutta la situazione perché ho avuto le risposte che mi servivano».

Quanto hanno pesato le parole del presidente Sospiri nella sua decisione?

«Io ascolto tutti e quando ho il quadro chiaro decido: questa decisione l'ho presa sapendo che dovevo fermare una deriva che avrebbe danneggiato la città nel periodo natalizio. Lo dico con dispiacere perché ci sono alcuni che pensano che facendo commedia ottengono qualche risultato».

Sono contati di più i consigli dei suoi colleghi o il pensiero della città?

«Ascolto sempre quello che mi dice la città, non solo quelli che protestano strumentalmente ma anche chi parla poco, che non arriva sui giornali, sulle televisioni o che non manifesta in maniera eclatante. Ascolto le persone e poi decido».

Ma il 7 gennaio andrà avanti o ci potrebbe essere qualche ripensamento?

«No, la delibera non verrà cambiata e rimane intatta: è una scelta equilibrata che permette di fare in modo che ci sia possibilità di utilizzare mobilità alternative per raggiungere il centro di Pescara e alternare gli stalli, come ci hanno suggerito molti cittadini di via Rigopiano e della riviera».

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